Massa, sospesa la licenza di somministrazione a un circolo privato: era scenario di risse continue

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I controlli della Questura agli esercizi pubblici dove si svolge la movida di Massa, intensificati nel periodo estivo, hanno evidenziato varie irregolarità prevalentemente nei locali della riviera apuana, attualmente al vaglio della polizia amministrativa.

In tale contesto, nei giorni scorsi il Questore di Massa Carrara Giuseppe Ferrari ha sospeso per 15 giorni la licenza comunale di somministrazione di alimenti e bevande ad un circolo privato, ubicato nella periferia sud di Massa, in cui negli ultimi mesi si sono verificati eventi pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica e tali da destar preoccupazione per la sicurezza delle persone e dei cittadini residenti nelle sue vicinanze, come dagli stessi dichiarato con un esposto.

Oltre al disturbo alla quiete pubblica provocato dal volume alto della musica, dalle frequenti risse e liti, dallo stridio di gomme dei partecipanti agli eventi organizzati dal circolo, gli abitanti della zona hanno affermato di aver assistito all’esterno del locale a “violente risse a colpi di bottiglie…”, a continue zuffe, all’investimento di una persona estranea al locale, ma che stava passando lì davanti e che ha riportato gravi lesioni.

Il fatto più grave si è verificato nelle prime ore del 16 settembre scorso, quando tra i 15 e i 20 avventori del locale, per circa 10/15 minuti, hanno dato vita ad una furibonda rissa, utilizzando anche coltelli ed oggetti come cacciaviti, pietre e bottiglie. La rissa, iniziata nel circolo e proseguita nelle immediate vicinanze, ha provocato 5 feriti da arma da taglio, con prognosi di oltre 20 giorni. Per questa vicenda 8 persone sono state denunciate a vario titolo per più reati dall’arma dei carabinieri intervenuta sul posto in seguito alla rissa.

L’istruttoria del procedimento sfociato nel provvedimento di sospensione emesso dal Questore si è svolta avvalendosi, in perfetta sinergia, dell’attività dei carabinieri

A notificare il provvedimento in questione, adottato ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, gli agenti della polizia di Stato della divisione polizia amministrativa della Questura di Massa Carrara.

Nella comparazione fra libertà di iniziativa economica ed esigenze obiettive di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, queste ultime, dunque, hanno avuto la precedenza, indipendentemente da ogni responsabilità dell’esercente, insussistente in questo caso, quando l’allarme sociale tende a farsi significativo.

La logica della sospensione, come misura di prevenzione cautelare, è quella di produrre un effetto dissuasivo sui soggetti indesiderati, i quali, da un lato sono privati per qualche tempo di un luogo di abituale aggregazione, dall’altro sono avvertiti che la loro presenza nel luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità.