Speciale Al cinema con Eco – Incontro con Francesco Pannofino al Lucca Comics & Games 2018

L'attore romano e Marco Azzani ci parlano degli audiolibri della saga di Harry Potter

0
34
Pannofino

Francesco Pannofino è un attore noto ai più per il ruolo del demotivato regista René Ferretti – uno dei protagonisti della serie tv cult Boris – e soprattutto per la sua prolifica carriera di doppiatore (tante le stelle a cui ha prestato la voce, da George Clooney a Denzel Washington).
Ma è un altro il ruolo per cui l’attore romano ha presenziato all’annuale Lucca Comics & Games (la più importante manifestazione italiana legata al mondo dei fumetti e non solo): quello di narratore.
Pannofino, accompagnato dal country manager di Audible Italia Marco Azzani, era infatti alla fiera per presentare l’audiolibro de Gli Animali Fantastici: dove trovarli; appendice della saga letteraria di Harry Potter di cui Francesco è diventato ormai la voce ufficiale (ha narrato anche gli altri libri della serie e ha doppiato il personaggio di Hagrid nei film).
L’audiolibro, uscito il 31 ottobre, è disponibile su Audible, piattaforma dedicata ai prodotti di intrattenimento audio legata al colosso Amazon.
Ecco alcune delle domande poste a Pannofino e al manager dai giornalisti presenti al Press Café durante la kermesse lucchese:

Francesco, Lucca Comics & Games è un festival particolare. Non è uno dei festival di cinema al quale tu sei abituato, è un festival che raccoglie tanti mondi. Hai avuto modo di conoscerlo precedentemente? Quali sono le tue sensazioni riguardo questo festival di cultura pop?

Pannofino: Si ha l’impressione di essere in un gigantesco set di un film fantasy. Gente che interpreta personaggi, che tutti abbiamo imparato a conoscere, per divertirsi. Ha successo e le cose che hanno successo sono buone idee. C’ero già stato anni fa per altri motivi, però c’è sempre il solito casino (ride, ndr). È importante come iniziativa perché fa visitare a tanta gente questa fantastica città.

Visto che sei la voce dei libri di Harry Potter per Audible Italia, qual è il tuo rapporto con i romanzi fantasy in generale?

Pannofino: Premetto che a me piace molto leggere, l’ho fatto sempre sin da bambino. A scuola e in chiesa mi sceglievano sempre per leggere davanti a tutti ad alta voce (ride, ndr). La mia è probabilmente una attitudine naturale. Oltretutto è molto divertente quando ti trovi a che fare con opere come Harry Potter, pregne di una fantasia incredibile. La cosa bella è trasformare questa fantasia scritta in voce che la gente ascolta attraverso Audible e gli audiolibri. Mi fa piacere che questa cosa stia prendendo piede anche in Italia, senza nulla togliere al libro cartaceo, è sempre un’emozione leggere. La vita moderna ti porta ad avere tanti impegni, molta gente vive la giornata in macchina o in treno, momenti perfetti per ascoltare il tuo libro. Le opere fantasy in generale poi sono belle da leggere o da ascoltare, ti danno un senso di evasione, una gioia particolare.

Marco, possiamo fare un’introduzione su Audible Italia? Quanto Francesco Pannofino ha incontrato il gusto dei vostri lettori?

Azzani: Audible è in Italia da due anni e mezzo, Harry Potter è di sicuro il nostro best seller assoluto. Cerchiamo di coprire tutti i generi, fantasy e sci-fi sono di sicuro tra quelli dove siamo più attivi. Noi abbiamo iniziato con Harry Potter poco più di un anno fa, il 21 settembre dell’anno scorso abbiamo lanciato il primo libro. L’Italia è il settimo paese dove Audible ha lanciato tutta la saga di Harry Potter, in tutti i paesi abbiamo cercato di scegliere degli attori top. Francesco ha fatto un ottimo lavoro. Sul nostro sito si possono dare i voti sia al libro che all’interpretazione del narratore, Francesco ha una media di 4,9 stellette su 5. Ci sono migliaia di recensioni, non ne ho ancora trovata una negativa. Una delle mie preferite, scritta da una signora, recita “È bellissimo! È come se George Clooney mi leggesse Harry Potter!” (risate generali, ndr).

Francesco, qual è il tuo personaggio preferito della saga di Harry Potter e perché?

Pannofino: Non farei una gerarchia, mi sono piaciuti più o meno tutti. I più faticosi da fare, nella mia interpretazione per gli audiolibri, sono stati gli elfi domestici (imita la voce stridula degli elfi, ndr). Hagrid è un personaggio a cui sono molto legato avendolo doppiato anche nei film. Mi piacciono molto anche i cattivi come Voldemort e Piton, che è molto mellifluo. Non mi sono ispirato alle voci dei film, ho cercato di far sbizzarrire la mia fantasia al servizio dell’ascoltatore. Mi sono divertito a fare tutti i personaggi, anche Silente, l’ho trovato molto rilassante da interpretare.

A proposito dei personaggi, com’è invece dare voce a dei ragazzi molto giovani come Harry, Hermione e Ron?

Pannofino: Io credo che l’ascoltatore riconosca che in quel momento sta parlando Harry, ma non perché io faccia la voce da ragazzino, anche perché sarebbe ridicolo, ma è per l’intenzione della voce, per il modo di dire la battuta (battute oltretutto scritte e tradotte benissimo). Quindi ho ottenuto l’interpretazione dei ragazzi grazie all’intenzione, senza fare scimmiottamenti.

C’è un’altra saga o romanzo che ti piacerebbe interpretare?

Pannofino: Parlavamo proprio ieri con Marco di continuare questa collaborazione felice che abbiamo iniziato l’anno scorso. Stiamo ancora cercando di individuare cosa fare, dipende anche molto dalla linea editoriale. A me piace leggere tutto, poi più le cose sono vivaci e brillanti meglio.
Un saggio di filosofia sarebbe anche inutile farlo (ride, ndr).

Azzani: Di sicuro c’è solo che vogliamo continuare a lavorare con lui, vederlo in studio è un piacere.

Qual è la differenza tra il doppiaggio tradizionale e le vere e proprie reading?

Pannofino: Leggere è libero, c’è la libertà assoluta di fantasia ed interpretazione, di caratterizzazione dei personaggi. Non ci sono le immagini, non sei legato alla bocca degli attori e alle loro interpretazioni. Devi dire sempre battute, ma sono due mestieri diversi. Il doppiaggio traduce un’opera già fatta, bisogna cercare di ridare le stesse emozioni della versione originale del film. Nella reading hai molto più spazio per dare la tua interpretazione, sei da solo in sala col microfono e dai sfogo alla tua creatività. Mi piacciono entrambi, sono uno a cui piace diversificare, evita la noia. Il mio lavoro lo amo tutto.

Hai delle letture preferite a livello personale? Visto che siamo a Lucca Comics, leggi anche fumetti?

Pannofino: Ero un divoratore di fumetti quando ero più ragazzetto, adesso li leggo meno. Adesso leggo più che altro cose inerenti al mio lavoro: sceneggiature, testi teatrali, progetti vari. Ne leggo tanti ma sono poche le cose che mi appassionano, molta gente scrive ma pochi sono davvero interessanti. Mi avevano proposto di scrivere una storia di Topolino – ero un grande divoratore di Topolini – ma non sono stato in grado, ognuno deve fare il suo mestiere (risate generali, ndr). Leggo anche libri ma vario, non ho un genere preferito.

Quanto è importante il sound design nelle opere che curate?

Azzani: Dipende, abbiamo produzioni di vario tipo, dagli audiolibri classici ai corsi di lingua. In prodotti di fiction, come Harry Potter, naturalmente è più importante. Ci sono anche produzioni come le serie audio di Alien e X-Files che sono addirittura multivoice, dove troviamo più attori coinvolti. Qui ci sono anche effetti sonori, una soundtrack, quindi il sound design è ancora più fondamentale.

Francesco, com’è stato il tuo percorso? Quand’è che hai capito che ti piaceva tanto leggere da trasformarlo nel tuo lavoro?

Pannofino: Abbastanza presto, quando ho capito che riuscivo a fare facilmente cose che altri non riuscivano a fare, tipo parlare in corretto italiano (risate generali, ndr). Riuscivo a leggere dando un senso, una interpretazione, un’atmosfera, un’emozione. Ho cominciato presto a recitare, a diciannove anni, perché se non sei un po’ incosciente questo lavoro è meglio che non lo fai. Bisogna incominciare da giovani, dopo perdi quella faccia tosta di proporti, soprattutto nei lavori artistici come l’attore. Sono stato anche fortunato, ho cercato di metter in pratica quello che era il mio presunto talento per fare l’attore. Ormai sono quarant’anni che sto qua (ride,ndr). Chi è bravo secondo me esce fuori prima o poi, ci possono essere circostanze sfortunate, però bisogna sopportare e superare ogni ostacolo.

Anche tanti bambini non vedenti possono trarre beneficio da questo progetto, vi ringrazio per questo.

Pannofino: Ho avuto occasione di conoscere persone non vedenti che mi hanno ringraziato per questa iniziativa. Immagino cosa possa essere per loro, che hanno una capacità di ascolto superiore a noi, sentire una voce che da emozioni. Mi da molta soddisfazione emozionare queste persone attraverso il mio lavoro, non è poco.

Qual è la difficoltà maggiore nell’adattamento in audiolibro?

Pannofino: Io trovo tutto scritto, quindi…(risate generali, ndr). Mi limito a fare quello che so fare, ecco.

Azzani: Abbiamo un team di persone bravissime che fa questo per noi, poi il libro è praticamente già tradotto e adattato, basta recitarlo. Scrivere per l’audio, soprattutto per quanto riguarda le serie Alien e X-Files che citavo prima, richiede una scrittura specifica. Non è la scrittura per la televisione, il cinema o la radio, è una cosa diversa. In Italia non è facilissimo trovare professionalità in questo campo. Infatti abbiamo appena lanciato la Audible Academy, il primo corso per scrittori e adattatori per l’audio digitale in Italia, l’iscrizione è aperta per tutti gli under 35.
Abbiamo identificato quattro figure fondamentali nella filiera dell’audio le cui professionalità sono un po’ carenti: gli autori/adattatori, gli attori (dove siamo messi meglio grazie al mondo del doppiaggio), i registi/produttori e i mestieri più tecnici di post-produzione.
Di sicuro le più carenti sono gli autori e i registi/produttori.
Abbiamo iniziato anche a parlare con alcune scuole (la scuola de Il Sole 24 Ore, la Cattolica di Milano, ecc.) per far aggiungere nei master dei moduli di scrittura per l’audio.
Ci crediamo molto, uno degli obiettivi di Audible è anche di creare quell’humus di menti creative dal quale poi nascono prodotti di qualità.

Francesco, anche tua moglie fa la doppiatrice, vi leggete le cose a vicenda? (risate generali,ndr)

Pannofino: Meglio non sentire i dialoghi nostri a casa (risate generali,ndr). Dovresti sentire quando litighiamo che belle scene, poi ci si mette anche il figliolo che ha una bella canna pure lui (ride, ndr).
A parte gli scherzi, io e mia moglie facciamo insieme tanto teatro; facciamo da quattro-cinque anni le commedie di Gianni Clementi e ci sfoghiamo lì. Litighiamo sul palcoscenico così a casa tendiamo a non farlo (ride, ndr).

Avete pensato di fare anche audiolibri tratti da fumetti?

Azzani: Ci abbiamo pensato ma è molto difficile, lo scritto del fumetto è molto diverso da quello dei libri o del cinema. Quindi ancora non lo abbiamo fatto ma sarà qualcosa che sicuramente tenteremo in futuro.

Qual è il film più brutto che Francesco ha doppiato?

Pannofino: Per tanti anni ho fatto il doppiatore a tempo pieno, ho doppiato delle cose davvero inguardabili. Quando ti offrono un buon film, tipo Guerre Stellari, ti impongono anche altri prodotti minori. C’era il periodo delle telenovela, quelle venezuelane e brasiliane, che erano terribili, però c’era un sacco di lavoro ed erano un’ottima palestra.

L’incontro si è concluso tra saluti, ringraziamenti e applausi.