Pet di Aulla, Uil: “Dall’assessore Saccardi solo parole”

La denuncia di Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl: “Un anno dopo nulla di fatto. Pazienti, infermieri e medici costretti a stare in una sede non idonea”

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PET di Aulla

Un anno dopo la visita ufficiale dell’assessore regionale Stefania Saccardi al Punto di Primo Soccorso e Punto di emergenza territoriale di Aulla restano solo le promesse non mantenute. A dirlo è il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori: “Parole, parole, parole… E nulla di fatto  – attacca – mentre medici e infermieri continuano a vivere le solite difficoltà. Un anno fa l’assessore visitò la Casa della Salute di Aulla al cui interno si trova il tanto discusso quanto inadeguato Punto di Primo Soccorso e Punto di emergenza territoriale. Gli operatori mostrarono alla Saccardi tutte le criticità e l’assessore sembrava aver preso una decisione ferrea: trovare urgentemente una soluzione che permettesse a medici ed infermieri dell’emergenza territoriale di svolgere in maniera consona il proprio lavoro all’interno dell’ambulatorio”.

Così, insieme alla dirigenza della Casa della salute, venne quindi deciso che tutti gli amministrativi sarebbero stati spostati in un’altra sede nel minor tempo possibile per poter dare il giusto spazio ai medici ambulatoriali e, soprattutto, all’emergenza territoriale. “E invece un anno dopo medici e infermieri dell’emergenza territoriale continuano a vivere giornalmente in continua difficoltà, in una sede non idonea, in particolare per i pazienti che continuano a presentarsi all’ambulatorio di Primo Soccorso e rischiano di non poter ricevere in maniera adeguata le cure necessarie – prosegue Salvadori -. Ci sono stati incontri e tavoli sindacali e ancora promesse, ancora tante parole, solo parole. Col risultato che a oggi la situazione è ulteriormente peggiorata: oltre alle difficoltà logistiche si è aggiunto il rischio per la sicurezza fisica di tutto il personale, ma soprattutto di quello dell’Emergenza che staziona 24 ore su 24 all’interno della struttura. E non vengono neppure posizionate semplici telecamere di video sorveglianza”.

Purtroppo in Lunigiana i problemi non si fermano qua perché oltre al Punto Primo Soccorso Pet ci sono altri servizi che rischiano il collasso: “Il servizio Adi di assistenza domiciliare si trova a operare con 5 infermieri invece dei 9 previsti, praticamente dimezzati. Nonostante i vari solleciti di intervento e le segnalazioni di criticità importanti per gli assenti, a oggi la dirigenza sanitaria tergiversa colpevolmente”.

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