Carrara: botta e risposta sulle cave di marmo tra sindaco e Regione

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Carrara cave cava marmo

Intervengono sulla legge regionale che riguarda le cave di marmo e le conseguenti ricadute sui comuni e sul territorio il capogruppo PD in Regione Leonardo Marras e il consigliere Giacomo Bugliani. In particolare sulla diatriba con il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale (M5S), che ad agosto aveva parlato della necessità di un testo unico per le cave che coinvolgesse tutte le parti coinvolte nel settore, in sostituzione della legge 35/2015.

“Nessuna ha intenzione di bloccare con qualsivoglia intervento legislativo un settore importante del nostro tessuto economico, l’impegno da parte della Regione Toscana è massimo per salvaguardare le cave, tutelare l’ambiente, la sicurezza e nel contempo difendere le attività economiche e i livelli occupazionali, sempre tenendo ben presente la necessità di perseguire ogni tipo di inosservanza delle regole – dichiarano in una nota stampa – Facendo una valutazione di metodo, sappiamo bene che tutti questi aspetti devono essere tenuti in considerazione a 360 gradi quando ci si avvicina a questa materia, così complessa e importante. E sappiamo altrettanto bene che in una congiuntura complessa come quella che stiamo attraversando nessun intervento normativo può ricadere sulla pelle dei lavoratori. Nel merito però ci teniamo a precisare che la Regione Toscana si è dotata da tempo di una legislazione in materia di cave, la legge 35/2015, secondo cui è in capo ai comuni il rilascio delle autorizzazioni alla coltivazione delle cave ordinarie e delle cave di prestito di interesse locale, dei piani di recupero dei siti estrattivi dismessi, la vigilanza ed il controllo dell’attività di cava e la possibilità di emanazione di provvedimenti di sospensione e revoca delle autorizzazioni e l’approvazione di specifici piani attuativi per coordinare l’attività estrattiva.

Risulta essere il comune, quindi, a non aver esercitato le sue prerogative, non la Regione che da parte sua, come ente legislatore, ha già normato da tempo l’attività estrattiva. È indispensabile che tutti facciano la propria parte, a maggior ragione il comune di Carrara, su cui ricadono compiti ben precisi e ineludibili. Il sindaco a questo punto non può giocare a nascondino ma deve assumersi le sue responsabilità e non scaricarle sugli altri enti coinvolti che, come risulta, hanno svolto il loro ruolo. È al vaglio una proposta di legge – concludono i consiglieri PD – che può in questo senso venire incontro al comune, volta proprio a permettere che l’attività prosegua e si svolga nel più completo rispetto del principio di legalità e che non si perda un solo posto di lavoro. Vogliamo ribadire la nostra piena disponibilità al confronto per valutare con tutti i soggetti coinvolti esigenze e problematiche di questa materia così delicata. Siamo consapevoli che da parte della Regione Toscana non ci sono mancanze o inadempienze ma siamo in ogni caso pronti a migliorare l’impianto normativo”.