Apertura della caccia: 2 morti e 7 feriti tra cui un bambino, un bollettino da guerra

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Domenica primo giorno di caccia o primo giorno di guerra? “A guardare gli effetti di questa prima giornata ai quali aggiungiamo quelle dei giorni di preapertura possiamo parlare tranquillamente di primi giorni di guerra. Infatti come al solito alla sera del primo giorno si fa la conta dei morti e dei feriti di caccia e anche questo 2018 non è diverso dagli anni passati”, ad affermarlo è l’associazione AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente).

Se nel precaccia i cacciatori morti sono stati 2 e quattro i feriti, il primo giorno di caccia ha registrato un cacciatore ferito perchè caduto in un dirupo e due feriti da arma da fuoco tra i non cacciatori entrambi in Emilia Romagna, dove a Rimini un cacciatore ha ferito con una fucilata un ciclista colpendolo in un occhio, ma molto peggio è andata ad un bambino di 8 anni in via  confine di san Giorgio a Cesena. Il piccolo secondo la ricostruzione della stampa locale stava giocando nel giardino di casa quando è stato colpito da una fucilata alla schiena, per fortuna nulla di grave ma il bimbo è stato comunque portato all’ospedale dove gli hanno riscontrato delle lievi ferite, mentre il resto dei pallini si è conficcato nei muri della casa della famiglia del bambino e ovviamente in questo caso i cacciatori negato ogni addebito.

“2 morti e sette feriti in pochi giorni in un paese civile sarebbero più che sufficienti a bloccare questa guerra in cui ci vanno di mezzo oltre agli stessi cacciatori, anche i bambini- evidenzia Lorenzo Croce presidente di AIDAA – siamo stanchi di lanciare appello riteniamo che i i responsabili di queste morti e di questi feriti non siano solo i cacciatori ma chi nonostante tutto continua a tenere gli occhi chiusi e le orecchie tappate e favorisce questa pratica criminale che si ostinano a chiamare caccia. Vorrei vedere cosa succederebbe se a essere colpiti dalle fucilate – conclude Croce – non fossero semplici cittadini o bambini ignari, ma i figli di quelli che oggi comandano, sono certo che in quel caso la caccia verrebbe fermata subito. Non è un augurio sia chiaro, ma un appello a mettersi nei panni di chi viene preso a fucilate o da chi vede i figli presi a fucilate dai praticanti di questa attività sempre più sanguinaria per uomini e animali”.