Busetto: “Rossi e la campagna del fare – disfare”

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collage rossi busetto

Dopo il tema delle aree vaste in campo sanità e loro presidenti il Governatore Rossi lancia una nuova idea sulle partecipate acquifere. Sull’argomento intervengono i dipartimenti toscani nelle figure di Marina Staccioli ed Emanuela Busetto. “Sono contenuti derivanti dal liberismo economico che la sinistra ha adottato e la Toscana, sempre all’avanguardia quandosi tratta di infierire sui residenti, ha adottato in larga scala. Salvo poi, come nel caso del Governatore  Rossi, a distanza di anni, rendersi  conto che le privatizzazioni non hanno condotto ad alcun frutto positivo né di risparmio per i consumatori, né di snellimento dei lavori e nel caso degli acquedotti poco o nulli sono stati gli interventi strutturali sul territorio a carico delle aziende private. Sono sei quelle a cui viene affidato il servizio le cui concessioni scadranno nel 2021 ma da decenni traspare il fallimento delle partecipate nelle specie del privato”.

Prosegue Emanuela Busetto: “Paghiamo bollette maggiorate del 7% per incrementare gli investimenti e ci ritroviamo con perdite vive intorno al 40%. Vale anche per la Lunigiana. Molte frazioni, nei periodi estivi, vivono la scarsità del bene primario e la sua pressione nelle condutture domestiche. La creazione dell’ ATO il cui compito fondamentale doveva essere la riorganizzazione necessaria, attraverso un unico gestore per l’intero ciclo acquedotto/ fognature/ depurazione ha evidenziato limiti enormi e costi sconsiderati”. Rimaniamo sconcertate difronte alle dichiarazioni di chi ci governa”, terminano entrambe. “Rossi non condanna affatto il proprio operato e le poco illuminate idee liberiste, ma propone un modello simile, una Holding, al cui interno i sindaci saranno nuovamente struttura di partecipazione. Nulla differisce dalle attuali partecipate. Riteniamo tali uscite spot pubblicitari da campagna elettorale la cui consistenza è nulla. Lanciamo invece un appello perchè tutto torni com’era: la gestione comunale dell’intero sistema idrico. Non tutto ciò che viene dopo è meglio del prima e in mano alla sinistra è regola di fatto. A breve, inoltre, come da contratto di Governo, dovrebbe essere depositato in Parlamento il disegno di legge che spinge al pubblico. In ultimo ricordiamo al Governatore che l’acqua è bene pubblico e solo il servizio è privato. Non sono serie le affermazioni da lui sostenute di un ritorno al pubblico, ammesso che una holding lo sia, anche del bene primario”.