Salvini accusato di “ricatto all’Ue” nell’inchiesta Diciotti

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Nuovi capi di imputazione si aggiungono a quelli per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio nei confronti del vicepremier Matteo Salvini.
Al ministro dell’Interno, nella relazione finale stilata dal pm Luigi Patronaggio sul caso Diciotti, sarebbe stato attribuito anche il ricatto nei confronti dell’Unione europea.
Salvini avrebbe compiuto il sequestro dei migranti, bloccati sulla nave ormeggiata al porto di Catania, per fare pressione sull’Ue e forzarla alla redistribuzione negli altri Paesi europei dei profughi provenienti dall’Africa.
L’entrata in scena di questo nuovo elemento potrebbe concedere all’Unione europea la possibilità di costituirsi parte civile, accanto ai migranti, nel processo contro il leader leghista.

Intanto Salvini, in conferenza stampa da Venezia, ha commentato la notizia sdrammatizzando “Altri capi di imputazione? Per me sono solo medaglie”.
“Ho scoperto che sono accusato anche di un reato che non pensavo esistesse: ricatto all’Unione europea – ha aggiunto il ministro – Prendo atto che stanno modificando il codice penale ad uso e consumo del ministro. Se è così rispondo, bonariamente, di aver ricattato l’Ue”.

Per il nuovo capo d’accusa, secondo l’articolo 289 ter del codice penale (relativo a coloro che vogliono costringere uno Stato o un’organizzazione a compiere un atto), è prevista una pena dai 25 ai 30 anni di reclusione.
Questa ipotetica pena si andrebbe a sommare a quella degli altri capi d’accusa: sequestro di persona – aggravato dalla presenza di minori a bordo della Diciotti -, arresto illegale e l’abuso di atti d’ufficio per l’aver ignorato la normativa sugli sbarchi.
Si andrebbe, infine, anche ad aggiungere l’omissione di atti di ufficio per aver ignorato la richiesta di approdo in un porto sicuro da parte della Guardia Costiera.

Gli atti in questione sono attesi alla procura di Palermo per venerdì, in seguito si avranno 15 giorni di tempo per inviare tutto al Tribunale dei ministri.
L’istruttoria del Tribunale dei ministri relativa al caso di Salvini verrà avviata entro 90 giorni (più eventuali 60), dove verrà deciso se archiviare o procedere.
Le carte poi verranno trasmesse al procuratore della Repubblica che dovrà inoltrare l’autorizzazione a procedere al Senato.