#EcoBancarella – Tutto questo ti darò, di Dolores Redondo (trad A. Temonte)

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Proseguiamo la nostra rassegna dei libri finalisti al premio Bancarella 2018. Questa settimana vi presentiamo Tutto questo ti darò di Dolores Redondo.

Ci troviamo in Spagna, Manuel, uno scrittore di successo, sta lavorando al suo nuovo libro quando gli agenti della polizia si presentano davanti a casa sua. Basta poco, pochissimo per capire che è successo qualcosa ad Alvaro, il suo compagno, con cui si è sposato da poco più di due anni. Il suo corpo è stato ritrovato al volante di un’auto, uscita di strada tra vigne e paesaggi scoscesi della Galizia, lontano da dove Alvaro aveva detto di essere andato per lavoro.

Manuel parte immediatamente per identificare la salma, ancora non lo sa, ma si troverà di fronte ad un lato di suo marito che non conosceva, una storia i cui personaggi ruotano attorno ad una ricca famiglia nobiliare ed agiscono in un susseguirsi di silenzi, coperture, scandali e imposizioni. Nella zona della Ribeira Sacra incontrerà Nogueira, un poliziotto in pensione ancora lucido e combattivo, padre Lucas, sacerdote di paese amico di Alvaro e tutti i vari personaggi che lavorano nella tenuta dei Muñiz de Dávila, che si occupano delle vigne, delle coltivazioni e dei cavalli ed hanno conosciuto la famiglia attraverso le varie fasi della sua discendenza.

Alvaro muore in circostanze misteriose, prima di lui anche il fratello minore, Fran, era stato trovato morto, molto probabilmente vittima di un’overdose di eroina. Il caso non viene approfondito e si tenta subito di mettere la parola fine sopra la sua vicenda. Fa discutere però il fatto che egli stesso abbia lasciato come unico erede testamentario proprio Manuel, che per 15 anni non ha saputo quasi niente della vita “parallela” di suo marito, in cui le visite alla famiglia erano diventate viaggi di lavoro.

Assieme a Nogueira, Manuel indaga fino a scoprire intrighi e punti oscuri di cui nemmeno immaginava l’esistenza. Alvaro aveva un rapporto stretto con la sua famiglia, diventato forse più una maledizione che un sogno. Ancor più avvincente sarà scoprire ciò che legava i fratelli, storie indicibili, che fanno paura e anche tanta tenerezza.

A fare da sfondo a tutta la storia vi è la bellissima regione della Galizia, che viene descritta al meglio nei suoi tratti peculiari, nei suoi profumi e nel lento lavorio che ogni giorno la rende produttiva. Seguiremo Manuel attraverso luoghi incantevoli come il vigneto di famiglia, in cui si fatica per avere un raccolto poco abbondante ma di eccellente qualità da cui prende il nome la denominazione “Heroica”.

Tutti i personaggi descritti da Redondo hanno qualità uniche e sono approfonditi quanto basta per dar modo al lettore di capire meglio la loro incisività nello svolgimento della storia. La loro collocazione è quella di comprimari in un racconto sui generis, una saga familiare, una storia d’amore, un giallo scritto con retroscena inattesi e talvolta surreali.

Gli spunti forniti dalla lettura del romanzo sono diversi, si parte da un esame per esteso di un’avida borghesia e si cerca di approfondire meglio i legami familiari dei Muñiz de Dávila dal patriarca all’ultimo nato, il piccolo Samuel, che farà tornare a sorridere Manuel e lo convincerà, intrinsecamente, a rimanere a vivere nei luoghi dell’infanzia di Alvaro.

Un libro interessante, avvincente, la cui mole verrà facilmente assorbita da una lettura agile e allo stesso tempo ricca di suggestione.