#EcoBancarella – Nostalgia del sangue, di Dario Correnti

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nostalgia del sangue

Una provincia del nord Italia viene scossa da omicidi seriali. A seguire il caso, in una redazione giornalistica, un decano delle pagine di nera con accanto una nuova arrivata.

Il mondo del giornalismo è cambiato e Marco Besana, una vita trascorsa a scrivere per il quotidiano lo sa. Oggi il mestiere del giornalista è cambiato, è fatto di tante piccole attenzioni, tracce, ambienti più o meno reali che solo chi ha abbastanza coraggio riesce a manovrare con la dovuta cura. Ilaria Piatti, giovane di belle speranze, arriva in una redazione ormai allo sfascio, ma decide di seguire la sua strada e soprattutto di stare incollata al burbero Besana che non vede l’ora di raggiungere l’età del pensionamento.

Gli omicidi che si susseguono quell’anno sembrano la copia moderna di alcuni avvenuti nel 1870. A quell’epoca le efferate violenze furono tutte accreditate a Vincenzo Verzeni, che divenne famoso per essere diventato il primo serial killer italiano, studiato anche da Cesare Lombroso, il padre della criminologia moderna.

Verzeni divenne noto come il “vampiro di Bottanuco” e il suo nome ritorna familiare quasi 150 anni dopo, come se la sua oscura presenza non avesse mai finito di aleggiare sopra quei posti così segreti e riservati. La domanda è una sola: chi è l’assassino?

Besana e la sua stagista iniziano ad indagare e si muovono a loro agio tra autogrill, pizzerie, palazzi, interrogando persone che hanno perso tutto e perfetti insospettabili. A far da sfondo ai loro spostamenti vi sono due situazioni familiari diverse e allo stesso tempo ingarbugliate: Besana, lasciato dalla moglie (con cui è costantemente in lite) perché lavorava troppo e che si trova a dover gestire anche un figlio ormai adolescente; Piatti, improbabile stagista con la passione per il giornalismo e un passato tutto da ricostruire.

I due si incontrano tra gli spazi polverosi della redazione ed iniziano a collaborare. Il loro sodalizio farà crescere sicurezza nella stagista e stupore nel vecchio esperto di cronaca, decisamente poco avvezzo ad usare le nuove tecnologie.
Le pagine si susseguono in un turbinio di indizi, sospettati e testimonianze, apparenti suicidi e pratiche che vanno ben oltre la semplice uccisione.

I colpi di scena non mancano, il ritmo delle azioni è come dettato da un copione tipico delle serie tv di genere crime: avvincente e mai banale. Soprattutto il personaggio di Besana, pur nella sua ruvidità, riesce ad emergere e affascinare il lettore. La scrittura è scorrevole, forse sin troppo semplice, ma non indugia mai in pagine inutili.

Siamo di fronte ad un ottimo romanzo giallo, di respiro internazionale ma che prende vita in una piccola porzione dell’Italia che non può far altro che applaudire un nuovo importante nome nella sua scena letteraria, un pseudonimo, forse, ricco di mistero e sapienza narrativa.