#EcoDeiLibri – Alta Fedeltà (Trad. L.Noulian)

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collage alta fedeltà

Anche voi siete stati rapiti fin dalla tenera età dal suono della musica? Anche voi affidate ogni singolo ricordo ad una precisa canzone, un concerto o un disco?
Allora questo libro fa davvero per voi, anzi, è stato scritto essenzialmente per voi.
Nick Hornby, per chi fosse vissuto su un altro pianeta fino ad oggi, è uno dei più grandi scrittori inglesi della sua generazione, quasi tutti i suoi romanzi sono diventati dei film ed hanno descritto a tinte vivaci e colorate il difficile mondo dei single, dei tifosi (Febbre a ’90), degli inglesi e di tanti giovani disadattati a cavallo tra questo e il millennio ormai andato.

Alta Fedeltà è ambientato a Londra, a metà anni Novanta e ha come protagonista Rob Fleming, 35 anni, proprietario di un malandato negozio di dischi, appena piantato in asso da Laura, sua ultima fidanzata e facente parte di una lista di “fregature” che nel corso degli anni hanno finito per accidentare la crescita emotiva dello stesso Rob che non riesce mai ad essere soddisfatto di quello che ha e di quello che raggiunge..

Le cinque fregature, ovviamente cinque donne, portano il nostro protagonista a fare qualche passo indietro e a ricordare la sua vita sin dall’età dell’adolescenza, comprendendo grandi gioie e cocenti delusioni. Sarà solo al termine di questo processo interiore che Rob riuscirà a trovare la forza di rialzarsi.

Attraverso le pagine di Alta Fedeltà ritroviamo la musica tanto amata da Nick Hornby, un vero e proprio canzoniere che spazia da artisti del momento a quelli più “datati”. D’altronde Rob è un disc jockey e non poteva far altro che usare la musica come mezzo di introspezione per operare un percorso di autoanalisi piuttosto convincente.

Accanto a lui, due divertenti personaggi come Dick e Barry che riescono a dare un colore ed un suono ad ogni pagina del romanzo, anch’essi profondi conoscitori di dischi e gruppi musicali che aiutano Rob a tempo perso nel suo negoziato vintage, un bel ritratto della Londra “underground” degli anni ’90.

Nel romanzo le citazioni sono davvero moltissime ed è divertente ritrovarle disseminate nei capitoli e sorridere di esse, immaginando ormai un’Inghilterra e una generazione che furono. Mentre i trentacinque anni, beh, quelli non passano mai.