Soccorso Alpino: nel ritrovamento di Franco Gussoni prezioso il contributo del segugio Aslan

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Ieri mattina si sono concluse nel migliore dei modi le operazioni di ricerca di Franco Gussoni, che risultava disperso da domenica scorso nei boschi nel comprensorio di Pontremoli.
Nell’attività di ricerca, oltre ai Vigili del Fuoco con il loro centro di coordinamento, personale civile e personale del volontariato, si sono avvicendate varie stazioni del Soccorso Alpino e Speleologico, tra cui Carrara, Massa, Querceta e La Spezia.
Il personale del Soccorso Alpino del SAST e del SASL ha dispiegato sui vari fronti i propri tecnici, sanitari, e unità cinofile.
Prezioso è stato il contributo dell’unità molecolare del SAST: Aslan, segugio di Sant’Umberto, che dopo aver annusato campioni di materiale appartenente al disperso, ha immediatamente trovato la traccia e ha guidato i soccorritori per circa 5/6 Km lungo una strada fino ad un sentiero che si addentrava nel bosco.
L’unità molecolare ha la peculiarità di individuare ed isolare in maniera netta le tracce dei dispersi ed il suo contributo è stato fondamentale. Al momento di addentrarsi nel bosco, all’unità molecolare si sono avvicendate le unità di ricerca in superficie, che per conformazione risultano essere più agili in questo tipo di ambienti.
Il sopraggiungere della notte domenica ha interrotto le operazioni che sono poi riprese lunedì mattina. Franco Gussoni è stato avvistato alle ore 8.15 da un gruppo di cacciatori che partecipava alle ricerche in un canalone in località Fontanini, a circa 200 metri dal punto segnalato dall’unità molecolare del Soccorso Alpino.
Nelle immagini le fasi del recupero, Aslan e i mezzi del Soccorso Alpino.

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