Continuano le trattative tra M5S e Lega

I due schieramenti puntano a chiudere l'accordo entro giovedì

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Lega

Stanno proseguendo i lavori al tavolo tecnico di Lega e Movimento 5 Stelle per portare a termine, nel tempo più breve possibile, il contratto sul programma di governo, l’obiettivo è chiudere entro questo giovedì.

Tra i punti su cui non si è trovata ancora una convergenza rimangono giustizia, immigrazione, grandi opere e vincoli Ue sui quali, osservano i membri del Carroccio, il M5S rimane più prudente.
Tra i temi affrontati nella mattinata di oggi turismo e tassa di soggiorno, con lo studio di una rimodulazione di quest’ultima.
Per quanto riguarda le tasse sembra invece confermata l’idea di un sistema ad aliquota doppia, non più quindi la flat-tax, al 15% e al 20%.

Il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos auspica che col nuovo governo non ci sia un cambio sulla linea della politica migratoria portata avanti finora.
Ha inoltre lodato l’Italia per quanto fatto fino adesso ricordando che il Paese è tra gli stati che hanno il maggior sostegno da parte di Bruxelles.
Il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto “Dall’Europa ennesima inacettabile interferenza di non eletti. Noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”.

Il vicepresidente della Commisione Ue Jyrki Katainen ha risposto così ad una domanda sui piani per i conti pubblici del possibile nuovo Governo italiano “Le regole del Patto di stabilità si applicano a tutti gli stati membri e non ho segnali che la Commissione concederà eccezioni a chiunque. Non è solo una cosa che sta a noi, alla fine le decisioni sul Patto le prende il Consiglio e non vedo segnali che in Paesi vogliano cambiare le regole o fare eccezioni per qualcuno”.

Intanto le due forze politiche Lega e M5S, che avrebbero già dovuto dare il là al contratto di governo nel lunedì, si rivelano ancora distanti sul programma e sulla scelta del premier.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ora sembrerebbe aver concesso un lasso di tempo non precisato ai due partiti che, dopo due giorni di riunioni al Pirellone, non hanno ancora trovato un accordo definitivo.
Di Maio e Salvini tornano a vedersi alla Camera, a margine della nuova riunione tecnica convocata dalle due delegazioni.