Regeni, la madre di Giulio in sciopero della fame

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Paola regeni

Paola Regeni, la madre del ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo nel 2016 e l’avvocato Sandra Ballerini protestano contro l’arresto della moglie del direttore di Ecrf, ong egiziana che assiste la famiglia al Cairo: “Nessuno deve più pagare per la verità sull’uccisione di Giulio”.

La mamma di Giulio ha iniziato uno sciopero della fame assieme alla legale, contro l’ordine di arresto nei confronti di Amal Fathy che sta assistendo la famiglia Regeni in Egitto.

“Da donne siamo particolarmente turbate ed inquiete per il protrarsi della detenzione di Amal, moglie del nostro consulente legale Lofty direttore dell’Ecrf” hanno comunicato Paola e il suo avvocato. Per questa ragione, da domani (oggi, ndr) “inizieremo un digiuno a staffetta chiedendo la sua liberazione immediata. Nessuno deve più pagare per la nostra legittima richiesta di verità sulla scomparsa, le torture e l’uccisione di Giulio. Vi chiediamo di digiunare con noi, fino a quando Amal non sarà finalmente libera. Noi siamo la loro speranza”.

Una delle ipotesi per il fermo di Amal Fathy è legato ad uno sfogo scritto dalla stessa moglie di Fathy su Facebook e interpretato come un appoggio al terrorismo. “Se questo accade vuol dire che siamo molto vicini alla verità”, ha detto Paola Regeni, aggiungendo che “Amal è stata accusata di terrorismo, un’accusa che in Egitto può portare all’ergastolo e alla pena di morte”. La Efcr, spiega Paola Regeni, è la “settima volta” che “patisce intimidazioni e persecuzioni” da parte della Sicurezza egiziana.

Nel frattempo Repubblica informa che in questi giorni una società russa sta iniziando le operazioni tecniche di recupero dei video “sovrascritti” registrati dalle telecamere a circuito chiuso della stazione della metropolitana di Dokki, al Cairo, cioè dove fu registrata per l’ultima volta la presenza di Giulio Regeni, il 25 gennaio 2016, prima della sua scomparsa e del successivo ritrovamento del suo corpo, nove giorni dopo.