Quel ponte non s’ha da fare

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ponte ceparana
Immagine di repertorio

È il grido d’allarme lanciato dalle organizzazioni ambientaliste locali, contro l’ imponente costruzione che dovrebbe collegare il porto di La Spezia a S. Stefano Magra.

Diversi gli incontri promossi dal comitato “Vivere la macchia” di S. Stefano Magra allo scopo di accendere i riflettori sulla futilità e invasività dell’opera. L’ennesima colata di cemento che non risolverà i problemi legati al congestionamento del traffico ma cadrà sul groppone dei cittadini destinati come sempre a pagare i dazi di scelte politiche scriteriate.

L’imponente progetto è composto da due lotti, uno solo dei quali, quello relativo alla bretella tra Ceparana e S. Stefano, è stato finanziato. 13 milioni e mezzo di euro. Il primo è ancora allo studio di fattibilità.

Merito del presidente del comitato nonché della consulta cittadina, Carla Bertolotti, aver riunito allo stesso tavolo esponenti dei vari schieramenti politici e comitati ambientalisti. “Iniziative come questa – dice la Bertolotti – richiedono la partecipazione di tutti. Perché sono scelte che segneranno il nostro futuro e quello di un territorio già compromesso”.

Nell’ultimo incontro tenutosi nella biblioteca “Vaccari” e che ha visto anche una nutrita partecipazione cittadina, erano presenti il sindaco santostefanese Paola Sisti, gli assessori Alessandro Capetta e Gionni Giannarelli, i consiglieri regionali Francesco Battistini di Rete a sinistra/Liberamente Liguria e Alice Salvatore del Movimento cinque stelle, Corrado Cucciniello dei Comitati spezzini, nonché il gruppo consiliare pentastellato di Vezzano ligure. Grande assente la neo eletta senatrice Stefania Pucciarelli trattenuta nella capitale da impegni istituzionali.

Un punto fermo per tutti. L’inutilità dell’opera. Dislocata su un’area periferica, in località “La Macchia”, già pesantemente congestionata dal traffico  e dove i residenti pagano lo scotto di ingombranti presenze, quella della zona industriale e retroportuale . “Un costante passaggio di mezzi pesanti – afferma il consigliere Battistini – destinato ad aumentare con la realizzazione del ponte. Un’opera faraonica che incrementerebbe anche i volumi sulla Cisa”.

“I dati raccolti sono allarmanti – tuona l’assessore Gianarelli – già nel 2009  sull’ asse viario della Cisa circolavano 31 mila autoveicoli, di cui 5200 mezzi pesanti”.

Un’opera descritta dai vertici regionali del Pd, Raffaella Paita e Juri Michelucci all’allora ministro Graziano Del Rio, come strategica e fondamentale. Caratteristiche sementite dall’ Ente provinciale nella valutazione allegata al PTCP (Piano territoriale di coordinamento paesistico) di La Spezia, che la colloca all’ultimo posto tra gli interventi fattibili in sede di pianificazione delle infrastrutture.  Per Battistini e per i comitati ambientalisti, le soluzioni al problema vanno cercate in altre direzioni. Il rafforzamento della Ripa per esempio, attraverso gallerie paramassi che ne garantirebbero la percorribilità 365 giorni l’anno. La realizzazione di caselli e la percorribilità dei tratti autostradali mediante abbonamento come nei paesi nordici, o il raddoppio della pontremolese.

“Soluzioni meno invasive – dice Battistini –  sia dal punto di vista ambientale che economico, mentre inesistente è il rapporto qualità prezzo, nella realizzazione del ponte”

Alternative che al momento non troverebbero positivi riscontri presso il palazzo regionale e l’ente di gestione delle autostrade. Verrebbe da chiedersi quali interessi si celino dietro quest’opera. Se esigenze di rafforzamento ed espansione dell’attività portuale e la conseguente creazione di altre aree container, oppure altrove, in quel mondo sotterraneo che si nasconde dietro i mega appalti, fatto di interessi personali, politici, favoritismi, corruzioni e tangenti.

Preoccupazione per la vicenda è stata espressa anche dal primo cittadino santostefanese.  “Sono contraria al ponte così come concepito – ha detto Paola Sisti –  ma i soldi stanziati devono restare in Val di Magra. Il nostro territorio ha già pagato a caro prezzo l’assenza di finanziamenti.”

Cucciniello del Comitati spezzini si è detto contrario al ponte ma anche a una eventuale variante della Cisa.

Grande compiacimento è stato manifestato dalla consigliera regionale dei pentastellati, per il senso civico dell’amministrazione comunale e per l’impegno dei comitati ambientalisti. La Salvatori si è detta disponibile “alla creazione di un tavolo di concertazione per la risoluzione di un problema che afferisce alla salute pubblica così come all’ambiente”.

Non deve essere facile per gli abitanti del quartiere di via Togliatti convivere con una spada di Damocle che pesa sulla loro testa.

Si commuove Carla Bertolotti mentre orgogliosa ci racconta la sua storia di abitante della “Macchia”. “Sono nata in una famiglia di contadini. Una vita dura la nostra. Ma la terra della “Macia” come la chiamavano i vecchi, sapeva ripagarti di tutto. In tempo di guerra  non è mai mancato il cibo sulla tavola. Un terreno acquitrinoso che solo la forza di una comunità come la nostra ha saputo rendere fertile e produttivo. Malaria, miseria, nulla è riuscito a spaventarli, erano combattenti nati”. E conoscendo Carla, non fatichiamo a crederle. Poi ci racconta di un “incontro” davvero speciale. Il principe Umberto, in visita al capoluogo spezzino, volle assaggiare i prodotti del territorio e restò colpito a tal punto dalla loro qualità, da rilasciare una pergamena quale attestato di eccellenza. Quella targa ha un posto d’onore nella casa di Carla.

Di quella terra ora non restano che ricordi impressi nel cuore e macerie frutto della negligenza di chi, forse invidioso di tanta bellezza, l’ha trasformata in una discarica di veleni.

Ma questa è tutta un’altra storia.

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