Marocchino arrestato: processo per direttissima

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Si è concluso ieri con una condanna a un anno e otto mesi il procedimento per direttissima nei confronti del cittadino di nazionalità marocchina M.H. Arrestato nei giorni scorsi dai militari dell’Arma, al termine di un roccambolesco inseguimento a Terrarossa, era stato trovato in possesso di stupefacenti, di una pistola con matricola abrasa e di un coltello, dei quali ha cercato, senza riuscirci, di liberarsi.

Durante il processo, l’extracomunitario, che si trova agli arresti domiciliari, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, assumendosi la responsabilità dell’accaduto e chiedendo scusa ai carabinieri che lo hanno tratto in arresto. La dottoressa Alice Serra, giudice presso il tribunale di Massa, si è riservata 73 giorni per il deposito della sentenza, alla quale farà probabilmente seguito l’appello.

Al di là della vicenda che lo ha visto protagonista, voci di corridoio lo volevano tra gli accusatori, nel procedimento contro i carabinieri delle caserme lunigianesi. Una notizia priva di fondamento, visto che nelle 25 mila pagine di indagine il suo nome non figura a nessun titolo e che è stata prontamente smentita dal procuratore capo di Massa, dott. Aldo Giubilaro.

 

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