Chi-Raq, Spike Lee si confronta con Aristofane

Interpretazione in salsa Hip hop per la Lisistrata

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Nei sobborghi di Chicago infuria la guerra tra la gang degli Spartani e quella dei Troiani; ogni giorno aumenta vertiginosamente il numero delle vittime innocenti coinvolte nelle sparatorie.
Lysistrata (Teyonah Parris), donna del capo degli Spartani Chi-Raq (Nick Cannon), decide, guidata dai consigli della saggia Miss Helen (Angela Bassett), di convincere le altre donne ad uno sciopero del sesso per costringere gli uomini a raggiungere una tregua.

Dopo più di due anni, il film è uscito negli States nel dicembre 2015, arriva anche in Italia tramite il servizio Amazon Prime Video l’ultima controversa fatica cinematografica di Spike Lee, Chi-Raq.
Alla pellicola, che tratta molti dei temi cari a Lee come la violenza e la criminalità nei quartieri poveri afroamericani, non sono state risparmiate critiche in patria, come lo sfruttare la drammatica situazione della città di Chicago (con un alto tasso di omicidi da arma da fuoco, tra cui tantissimi ragazzi minorenni, numero che ha superato quello dei caduti tra le forze speciali in Iraq) per motivi di mero intrattenimento.
Lo stesso titolo del film, “Chi-Raq” (contrazione che unisce il nome della Città Ventosa con quello della nazione, e zona di guerra, Iraq, appunto), è costato al regista il finanziamento che gli sarebbe spettato dalla città.

Il soggetto del film è tratto dalla commedia Lisistrata di Aristofane (qui le città di Atene e Sparta, coinvolte nella guerra del Peloponneso, vengono sostituite da due gang di strada), uno stravagante mix tra commedia antica e cultura/estetica Hip hop.
I personaggi spesso parlano in versi ma attraverso le rime del rap, non del trimetro giambico, ed è presente anche una figura simile a quella del corifeo, il personaggio di Dolemedes (Samuel L.Jackson) che, esponendo le opinioni della collettività, si rivolge direttamente al pubblico commentando quanto accade “in scena”.
Trovano spazio anche alcuni numeri musicali, sia cantati che ballati, naturalmente al ritmo di black music, dove il regista a volte mostra su schermo i testi più significativi con stratagemmi inventivi (es. una chat in stile WhatsApp).

Un’opera che ricorda gli esperimenti di Romeo + Giulietta e La dea dell’amore però in perfetto stile Spike Lee (irriverente e pregno di tematiche legate al sociale).
Una satira brillante, con anche una buona dose di momenti drammatici, consigliatissima agli estimatori del regista, i non estimatori evitino.