“Incontriamoci…parlando di storia e di storie”: parte ad Aulla un ciclo di incontri di condivisione culturale

Protagonista del appuntamento venerdì 19 gennaio alle ore 21 presso il Tiffany Caffè sarà il "Mestiere di Vivere" di Cesare Pavese

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Sta per partire ad Aulla una nuova iniziativa della delegata alla cultura del comune Marina Pratici, che ha ideato un ciclo di incontri con cadenza mensile intitolato “Incontriamoci…parlando di storia e di storie”. Un modo per stare assieme, per rivitalizzare culturalmente la città dei due fiumi, da tempo priva di reali occasioni di incontro e di scambio di esperienze umane, personali e culturali.
Il ciclo di incontri partirà venerdì 19 gennaio, alle ore 21, presso il Tiffany Caffè di Francesca Secco nella centralissima piazza Mazzini.
Protagonista del primo appuntamento sarà Cesare Pavese con il suo “Mestiere di vivere”. Il grande poeta e scrittore italiano, morto suicida, fortemente rappresentativo di un periodo storico particolare per il nostro Paese, sarà indagato dallo storico aullese Paolo Carbone, mentre Davide Baroni porterà la testimonianza della sua storia personale quale scrittore.
“Sarà un modo completamente nuovo per incontrarci – dichiara Marina Pratici, che modererà la serata – e basato sull’interazione fra relatore ed ascoltatori.
Ogni volta si farà il punto su un determinato periodo storico e dalla storia universale si giungerà alle storie personali.
Un ringraziamento speciale va allo storico Paolo Carbone che ci guiderà in un viaggio nel passato“, conclude la delegata comunale alla cultura.
Ad introdurre la serata sarà l’assessore al commercio del comune di Aulla, Giada Moretti.

Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, paesino delle Langhe in provincia di Cuneo.
Un aspetto inquietante che si ricava dalla personalità del giovane Pavese è la sua già ben delineata “vocazione” al suicidio, quella che lui stesso chiamerà il “vizio assurdo”.
Mettendo a frutto i suoi studi di letteratura inglese, dopo la laurea (presenta la tesi “Sulla interpretazione della poesia di Walt Whitman”), si dedica a un’intensa attività di traduzioni di scrittori americani come, ad esempio, Sinclair Lewis, Herman Melville, Sherwood Anderson.
Nel periodo compreso tra il 1936 e il 1949 la sua produzione letteraria è ricchissima, ma il 27 agosto 1950, in una camera d’albergo a Torino, Cesare Pavese, a soli 42 anni, si toglie la vita.
Lascia scritto a penna sulla prima pagina di una copia de “I dialoghi con Leucò”, prefigurando il clamore che la sua morte avrebbe suscitato: “Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.