Orgoglio e tradizione in una sola parola per i vicini spezzini: la ricetta della Mesciüa

Ripartiamo con una ricetta simbolo della vicina tradizione spezzina, una zuppa a base di legumi nata sulle banchine del porto: la Mesciüa

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Terminate le festività natalizie, e con l’anno nuovo, ripartiamo con la tradizione, dedicando l’approfondimento di oggi a un piatto tipico – questa volta – della cucina spezzina. Una ricetta che potremmo tranquillamente definire come quella più tipica del Golfo dei Poeti, facente parte di quel patrimonio culturale eno-gastronomico, motivo di grande orgoglio e simbolo di appartenenza per lo spezzino vero. Stiamo parlando della Mesciüa.

Letteralmente “mescolata”, e in dialetto mesc-ciüa, si tratta di una zuppa a base di ceci e fagioli, molto semplice da realizzare, ma abbastanza lunga nella preparazione, soprattutto per alcuni passaggi da rispettare e considerati fondamentali per la buona riuscita della ricetta, parlando – ad esempio – della cottura separata dei legumi; da seguire fedelmente in modo da conservarne il carattere di tipicità. Non solo per la mesciüa – ma a quanto pare elemento imprescindibile anche per altre zuppe d’Italia, frequentissime tra i romani -, questa ricetta sembra abbia avuto origine nel XIV secolo nei borghi del Golfo, anche se vi si attribuiscono, talvolta, radici arabe. Una ricetta che anticamente andava a sostituire la carne, in quanto molto sostanziosa; pare sia nata dalla creatività delle mogli degli scaricatori di navi, che dalla raccolta di quei legumi sfuggiti dalle fessure dei sacchi, davano vita a zuppe gustose e nutrienti. Consumata con pane a fette e un buon bicchiere di vino, la mesciüa, ancora oggi, rappresenta territorio e tradizione, e per questo ancora presente tra i menù delle più storiche osterie spezzine, ma conosciuto e talvolta preparato anche in Lunigiana. E allora, buon appetito!

Ingredienti e preparazione

Fagioli cannellini, ceci, grano farro, olio d’oliva, pepe

Fate bollire il grano e i legumi in pentole diverse, dopo averli fatti rinvenire a bagno con un pizzico di bicarbonato dalla sera prima. Trascorso tempo sufficiente, caldi, uniteli assieme a parte della loro acqua, e terminate la cottura, ancora con la pentola sul fuoco per circa 15 minuti, in modo che i sapori si amalgamino. Servite con un filo d’olio e una spruzzata di pepe.

Alternativa: al posto dei cannellini, potete usare – non a caso – i fagioli tipici di Bigliolo.

Per accompagnare: lo Chef consiglia un Circus Golfo dei Poeti Lunae, un rosso armonico ma persistente