Una dolce scoperta fino al cuore della tradizione: la ricetta della vinata

La tradizione antica narrata da una ricetta lunigianese, una scoperta da continuare a custodire e tramandare per ricordare origini e usanze passate

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Quando si scovano ricette realmente antiche è sempre una grande scoperta. Uno di quei patrimoni culturali tramandati di generazione in generazione, che giungono a noi come un dono prezioso da continuare a conservare nel tempo, senza interrompere la catena, grazie a ricettari compilati interamente a mano e gelosamente custoditi da nonne forti e appassionate. Questa è tradizione, e oggi, lasciamo che sia narrata dalla cosiddetta vinata. Ma di cosa si tratta?

Forse ricordata da pochi, è un’altra delle tante preparazioni lunigianesi a base di farina di castagne, questa volta simile a una mousse. Piatto tipicamente contadino e rustico, legata alle sue origini, l’usanza di consumarlo a tarda sera, per combattere il freddo pungente dell’inverno, poco prima di andare a dormire: la vinata, infatti, sapeva togliere l’appetito e scaldare il corpo. Oggi, forse, la ricorderanno giusto i nonni, o i nipoti di quegli stessi nonni, ma c’è da dire che alcuni ristoranti, soprattutto in provincia di Massa, la ripropongono come conclusione menù. Ottenuta con l’aggiunta di acqua e vino rosso, la vinata rappresenta una pagina da conservare, custodire e continuare a tramandare per non dimenticare radici e tradizioni. Inoltre, la ricetta è semplicissima e potrebbe essere una valida alternativa ai calssici dessert al cucchiaio. Provatela e avanzate, a vostro gusto, eventuali modifiche.

E allora buon appetito!

 

Ingredienti e preparazione

1/2 litro d’acqua, 1/2 litro di vino rosso, 1/2 di farina di castagne, 1 cucchiaio di zucchero, 1 pizzico di sale, zucchero a velo.

Mescolate acqua e vino, aggiungete a freddo la farina di castagne fino ad ottenere una consistenza piuttosto liquida. Mettete il tutto sul fuoco e portate a ebollizione fino a fare cuocere la crema per circa 5 minuti continuando a mescolare. Terminata la preparazione servite in un piatto piano o in una cocotte con una spolverata di zucchero a velo.

Per accompagnare: lo Chef torna a consigliare un Passito di Pòllera, dai profumi speziati e persistenti, perfetto abbinato a dolci dal sapore accentuato.