Perché si possa andare oltre il Muro, sempre

The Wall \\ Saluti da Aulla, dalle fotografie alla partecipazione: così il progetto prosegue

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Forse anche le emozioni avevano bisogno di “sedimentare” prima d’essere espresse. Le emozioni, le idee e tutto ciò che di The Wall \\ Saluti da Aulla può e deve rimanere. È stato solo un primo (felice) passo, infatti, quello dello scorso 28 ottobre, quando Alessandro Trapezio, di fronte a 200 persone, ha deciso di non limitarsi a raccontare di sé o delle sue fotografie, ma di prendere per mano la città e di portarla oltre. Oltre quello che “le è capitato” nella sua storia e nella sua storia recente, oltre l’illogica e compulsiva cementificazione, oltre le figure statuarie così strane quanto ormai ‘amiche’, oltre le occasioni mancate, oltre perdite e ferite: oltre ai ma, ai se, a quello che è stato e a quello che poteva essere. Guardando agli spazi e dunque alla vita – se è vero che conta, come ha detto Crocetti, il luogo di nascita – con malinconia e ironia assieme, senza cedere all’inerte e nostalgica rassegnazione, ma pensando piuttosto a quello che ancora possiamo diventare. Questo è, in fondo, l’intento primo e ultimo di un progetto che, in sé già capace di coinvolgere – travolgere il nucleo della vita sociale, ha trovato forza nella risposta calorosa e onesta di chi Aulla la vive. A partire dalle attività che, senza nulla chiedere, hanno deciso di contribuire alla sua realizzazione e, spesso, come nel caso di GAP dei fratelli Gerini e di Stellazzurra – cooperativa sociale, di supportarla concretamente. Passando per chi ha espresso complimenti, proposte e interesse e senza dimenticare i tanti che hanno deciso di partecipare e di farlo convintamente – Sindaco compreso, presente dal principio alla fine e intervenuto più volte.

Lo ha detto anche Antonio Grulli, curatore e critico d’arte (d’origine lunigianese, ormai affermato a livello nazionale): “Eterno è il dilemma sulla funzione dell’arte”. E, per quanto non stia a noi dire quanto e come una sola opera possa “cambiare le cose”, quel che è certo è che qualcosa “è riuscita a smuovere”, che a qualche coscienza è riuscita ad arrivare, che un po’ di quell’amore che “forse sempre mancò” oggi lo ha fatto recuperare. Facendoci ritrovare, sabato scorso, con la voglia e di discutere e di ascoltare; con la voglia di dialogare, insomma e finalmente, a 360 gradi e a partire da un’opera infrastrutturale, sullo spazio che ci contiene. Per superare, incerti ma insieme, limiti, chiusure, involuzione. Crediamo non sia cosa da poco, assolutamente. Adesso, con l’installazione che resiste attorno al dismesso Cinema Nuovo e con il tutto esaurito dei pacchetti di cartoline preparati in occasione dell’evento, si pensa al futuro: del progetto e del luogo. Certamente ci saranno nuovi pacchetti di cartoline, da Alessandro Trapezio meticolosamente imbustati, numerati e firmati in altrettante copie. Certamente si intende proseguire, con un catalogo che possa contenere tutte e 128 le fotografie. Certamente si penseranno ad altri momenti per condividere, vivere e pensare la città: per farlo, ancora e sempre, assieme. Per andare al di là del Muro – se si capisce cosa s’intende – nuovamente. Perché si possa tenere presente e accudire il bisogno così intelligentemente intercettato dall’autore. Perché tutte le energie, le emozioni e le paure siano incanalate verso un fine utile, collettivo, sociale. Così ogni azione e reazione di fronte alla semplice, ma non banale, creazione contribuirà a decifrare il linguaggio di una città come Aulla che, infelice, a ogni secondo – in fondo – contiene “una città felice che nemmeno sa d’esistere”.


Qui il progetto raccontato da Alessandro Trapezio a due giorni dalla presentazione. Presto le nostre riprese.