Emergenza idrica 2017, situazione al 15 settembre del sistema idropotabile

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In Toscana ci sono circa 900 sistemi acquedottistici individuati da Gestori e dai precedenti enti di ambito in maniera piuttosto eterogenea in termini di aree servite e livello di dettaglio.
All’inizio dell’estate 287 sistemi acquedottistici, circa 1/3 dei totali, sono stati ritenuti critici a vario livello e quindi meritevoli di monitoraggio; tuttavia, in termini di popolazione coinvolta, l’effetto è meno pronunciato perché le criticità non investono capoluoghi e principali centri urbani, che risultano maggiormente interconnessi e strutturati, serviti anche da invasi (Bilancino e Montedoglio) o da grandi adduzioni, quali quelle dell’Amiata (Fiora e Vivo) per il Senese e il Grossetano.
Preme ricordare che l’elenco dei sistemi acquedottistici contenuto nel DPGR 91/2017, evidenzia i sistemi valutati da “monitorare” al fine di prevenire un’eventuale carenza idrica: di questi solo una parte è entrata realmente in crisi e ha visto l’attivazione di servizi di autobotti o azioni di razionamento.
È comunque evidente l’effetto della crisi idrica legata alle bassissime precipitazioni estive ed, al contempo, al prolungato susseguirsi di giornate con temperature estreme che hanno comportato un aumento di domanda di risorsa anche in presenza di ordinanze di limitazione dei consumi.
Il quadro generale per Gestore a venerdì 15 settembre è riassumibile nella seguente tabella:

La sintesi riportata in tabella evidenzia che la crisi sta evolvendo: rispetto al monitoraggio di giugno recepito nel DPGR 91/2017 emergono ben 114 nuovi sistemi con criticità, di cui più della metà segnalati nelle ultime settimane, per un totale più di 369 sistemi.. In realtà con le prime piogge nel corso di settembre la situazioni di effettiva crisi si sta riducendo rispetto a fine agosto.

Il riempimento dei serbatoi con autobotte è ancora in atto su 114 sistemi e tale dato, seppur non percepito direttamente dall’utenza, fornisce la misura del livello di criticità presente.

Come detto le piogge delle prime due settimane di settembre e la riduzione di temperature e consumi hanno ridotto alcune criticità ma in alcune aree, soprattutto interne, potrebbero mantenere o aumentare il livello di crisi senza un buon livello di piovosità durante il mese.

Al perdurare dello stato di emergenza i razionamenti potrebbero coinvolgere fino a 88 sistemi idrici alla fine di settembre.

Nello specifico nelle zone di Lunigiana e Garfagnana le piogge intercorse e la riduzione dei consumi hanno momentaneamente permesso di interrompere razionamenti ma anche il riempimento dei serbatoi con autobotte.
Laddove non ci fossero precipitazioni di rilievo nelle prossime settimane la situazione potrebbe peggiorare nuovamente in Garfagnana, Lunigiana e alcune zone della Versilia.