L’unione fa la forza: farina di castagne e farina bianca, le lasagne bastarde

Sin dai tempi dei romani, poi nel mondo contadino, la farina di casagne miscelata a quella bianca è di tradizione con le lasagne bastarde

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L’estate è agli sgoccioli, e iniziamo così, a proporvi ricette realizzabili con l’impiego di uno dei prodotti autunnali, e tra i più caratteristici della Lunigiana: la castagna. Da qui, è proprio grazie alla farina di castagne, ottenuta da quest’ultime, che sono state riempite pagine e pagine di ricettari tradizionali, consegnando a noi, preparazioni dolci e salate. Oggi, abbiamo scelto le lasagne bastarde o anche conosciute con il nome di armelette.

Come si diceva, dalla castagna sono stati, ricavati e realizzati, moltissimi prodotti e piatti della nostra tradizione, fin dai tempi dei romani, quando il frutto giunse fino a noi. La sua importanza è proprio legata alla versatilità di questa risorsa, e quindi alla possibilità di poter essere consumata – e rielaborata – in svariate forme. Nel mondo contadino, all’interno delle famiglie, era quindi buona norma macinare le castagne secche per ottenerne la farina, impiegata poi, per la preparazione di polentine da consumare a colazione, o di dolci semplici come necci e castagnacci.

Successivamente, la farina dalle delicate note dolciastre, venne poi utilizzata negli impasti di pane e pasta. Tra queste, appunto, le lasagne bastarde, definite così proprio perché ottenute tramite la miscelazione delle due farine, quella bianca e quella di castagne, e forse, chiamate armellete per la loro forma romboidale. Di tradizione, anche tagliatelle, ravioli e lasagnette; nel caso delle lasagne bastarde, solitamente, il condimento prescelto è olio extravergine e pecorino toscano in scaglie, ma talvolta accompagnato o sostituito da altro formaggio, in modo da contrastare e allo stesso tempo equilibrarne il sapore, sempre tenendo conto di quelle noti dolci a cui si accennava. E allora, buon appetito!

Ingredienti e preparazione

350 gr di farina di castagne, 200 gr di farina bianca, acqua tiepida, sale, olio extravergine d’oliva, pecorino.

Lavorate le due farine con acqua e sale, e ottenuto un impasto omogeneo lasciatelo riposare. Successivamente, stendete la pasta con l’aiuto della macchina per uno spessore di 2mm e tagliatela ottenendo rombi da un lato di 5-6 cm. Cuocete la pasta in acqua bollente per qualche minuto e conditela con olio e formaggio.

Alternativa: alcune ricette prevedono l’aggiunta di uova all’interno dell’impasto. Inoltre assieme al pecorino potete aggiungere della ricotta.

Per accompagnare: lo Chef consiglia un Vermentino Colli di Luni, un bianco dal sapore asciutto e dal gusto armonico ma deciso.

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