Stazione ferroviaria di Aulla: bagni sporchi e vandalismo. A chi spetta il controllo?

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Avete mai fatto un giro nei bagni della stazione ferroviaria di Aulla? Ci è capitato di andare a controllare dopo una segnalazione e la situazione che abbiamo trovato è stata pessima. Bagni sporchi – non abbiamo fotografato perchè non era possibile mostrare le immagini delle feci che imbrattano i water e i muri – arredi sanitari rotti o sporchi, scritte sulle pareti e degrado.
Attivata l’11 settembre 2005 in concomitanza con l’apertura della nuova linea a doppio binario, in variante, fra Santo Stefano di Magra e il Posto di Passaggio Chiesaccia. Da allora molti locali della struttura sono rimasti inutilizzati. Presenti un bar, una pizzeria e un’edicola, inizialmente aperti e poi chiusi. Nel gennaio scorso Ferrovie dello Stato avevano emesso persino un bando per la gestione del bar, che però è andato deserto.
I bagni sono entrati in funzione da qualche mese, sono aperti dalla mattina alle 7.30 e dovrebbero essere chiusi durante la notte, ma la pulizia iniziale ha lasciato presto spazio a una situazione degradante. Quando siamo entrati per fare le foto più di un utente ci ha raccontato che i bagni erano inservibili. Una mamma on un bambino e una nonna con i nipoti chi hanno chiaramente detto di non averli potuti utilizzare a causa di sporcizia e cattivo odore. Per non parlare degli arredi she sicuramente hanno avuto un costo, ma che sono stati già rovinati dai vandali in barba alla comunità. Lo scarico del bagno delle donne non è utilizzabile, il sapone, i tovaglioli, la carta igienica sono inesistenti, i porta sapone vuoti e uno è stato rotto.
In fondo al corridoio c’è anche una telecamera a circuito chiuso, ma non è chiaro se sia in funzione o meno. Certamente se lo fosse potrebbe essere utile a scoprire chi ha rovinato l’ambiente.
A chi è demandata la pulizia dei bagni? A chi il controllo della sicurezza? Decisamente non al personale della biglietteria, impegnato anche a fare i caffè quando i passeggeri lo richiedono al posto dell’inesistente bar.
Insomma una condizione non accettabile e che dovrebbe essere sanata nel vero senso della parola.

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