Il cammino della Resistenza sul Monte Gottero: il ruolo storico della montagna

Il 30 luglio, a Chiusola, l'occasione di ripercorrere il ruolo storico del Monte Gottero durante il secondo conflitto mondiale

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“Il Monte Gottero ha rappresentato un punto di incontro per le comunità circostanti, realtà differenti che trovavano nella montagna un punto di riferimento nei momenti di difficoltà. Così è stato anche durante il secondo conflitto mondiale, quando le popolazioni delle aree limitrofe al monte, trovavano qui rifugio.

In due occasioni le forze nazifasciste tentarono di colpire duramente le brigate partigiane che operavano nell’entroterra. La prima volta, nell’agosto del ’44, vennero schierati 5000 uomini e per i tedeschi fu un successo e un duro colpo per le forze partigiane. Ma la forza delle idee non poteva essere arrestata, ben presto i partigiani si riorganizzarono con l’aiuto della popolazione civile. Nel gennaio ’45 il comando tedesco stabilì di assestare un colpo definitivo alla Resistenza con un ultimo spiegamento di forze – circa 25.000 uomini. Decisero di accerchiare un’area che andava dal chiavarese fino al parmense e allo spezzino. Era un inverno particolarmente freddo, quel che non avrebbero fatto le armi tedesche, lo avrebbe deciso il freddo e la fame. Ma quello che doveva essere un duro colpo per le forze partigiane, si rivelò l’occasione per dimostrare la volontà di resistere per la democrazia e la libertà. Ad oggi vogliamo ricordare il ruolo storico della nostra montagna ripercorrendo le strade che hanno visto rastrellamenti e stragi, ma anche la decisa risposta contro ogni forma di totalitarismo e oppressione. Ricordiamo per non dimenticare il nostro passato, ma soprattutto per guardare con maggiore consapevolezza al futuro; come ogni anno sarà proposto un momento di dibattito a seguire la commemorazione su tematiche attuali e di forte interesse.

Nel 2015 si è parlato di Europa e immigrazione, una difficile sfida che ancora oggi riveste un ruolo di primo piano nelle cronache e nei dibattiti. Nel 2016 l’accento si è posto un altro grave problema che interessa in particolar modo le aree interne, ovvero il calo demografico e la conseguente crisi data dall’abbandono del territorio e dal mancato passaggio intergenerazionale di saperi e cognizioni. Nel 2017 la tematica è altrettanto ambiziosa e di interesse, si parlerà infatti dello Sviluppo Sostenibile “Agenda 2030 delle Nazioni Unite” in compagnia di Donato Speroni, giornalista e scrittore, responsabile della redazione dell’Alleanza Italiana dello Sviluppo Sostenibile, ASVIS, coautore del libro “2030 la tempesta perfetta – come sopravvivere alla grande crisi”.
Ad oggi l’evento rappresenta un momento importante di aggregazione per le comunità dell’entroterra e delle aree costiere, l’attualità dei temi trattati ha trovato anche nelle istituzioni e nella politica un interesse particolare verso l’occasione.

Ci ritroveremo il giorno 30 luglio alle ore 10 presso il Cippo di Menage, pochi chilometri sopra il borgo di Chiusola, frazione di Sesta Godano. Sarà allestita nel corso della giornata una mostra di reperti riferiti alla seconda guerra mondiale, al termine del dibattito sarà offerto il pranzo e vi sarà un momento conviviale”.

Consigliere – Antonio Tosi.

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