Cave e viabilità privata: il GrIG scrive al presidente Enrico Rossi per denunciare un possibile scempio ambientale

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Immagine di repertorio

Il referente del Presidio Apuano del GrIG (Gruppo Intervento Giuridico), Alberto Grossi, scrive al presidente della regione Toscana Enrico Rossi per prendere posizione contro la realizzazione di una nuova strada camionabile privata di collegamento tra i bacini del Sagro e i bacini di Carrara. Per ora ancora un progetto su carta ma che secondo il GrIG Apuano “non si qualifica come opera di pubblico interesse in quanto esclusivamente funzionale ai soli coltivatori del bacino del Sagro, verrà costruita ex novo demolendo e ampliando un preesistente sentiero del CAI e una preesistente via di lizza, in manifesta violazione delle previste invarianti strutturali del Comune di Carrara e del Parco, contro il Piano del Paesaggio (PIT) e contro il buon senso”.
“La preesistente via di lizza e il sentiero CAI – continua il GrIG nella lettera al presidente Rossi – sono un bene storico-culturale da salvaguardare e, semmai, da valorizzare, non certamente da stravolgere con un’opera moderna di demolizione e di ricostruzione ex novo, addirittura utilizzando malta cementizia per rimontare i muri a secco una volta demoliti. La malta è vietata da tutte le prescrizioni urbanistico-paesaggistiche per la costruzione di muri a secco in qualunque territorio del nostro Paese (come, del resto, l’esegesi della parola ben caratterizza), e prevedendo inoltre opere in cemento armato, terre armate e micropali (attività ed opere edili di massimo impatto)”.
Inoltre il GrIG denuncia: “Anche con questa ulteriore visione distruttiva dell’esistente si vuole ancora una volta stravolgere il territorio, riproponendo un nuovo cantiere di cava nelle aree oggi rigenerate del Murlungo al solo scopo di realizzare interessi privati: una discarica di detriti, terre di scavo, marmettola e chissà cos’altro. Anche con questa ulteriore visione distruttiva dell’esistente si vuole ancora una volta stravolgere il territorio, riproponendo un nuovo cantiere di cava nelle aree oggi rigenerate del Murlungo al solo scopo di realizzare interessi privati: una discarica di detriti, terre di scavo, marmettola e chissà cos’altro”.
Con la costruzione di una strada privata ex novo in area Parco si favorisce l’interesse economico di privati – afferma il gruppo nella lettera – peraltro poco inclini (secondo le memorie del Parco stesso) al rispetto di leggi, regolamenti e, soprattutto, ordinanze di sospensione e di messa in pristino, obbligatorie e infungibili (parole del Direttore del Parco) e si danneggia invece un patrimonio paesaggistico-ambientale e storico-culturale della collettività”. Il GrIG fa riferimento alle ditte che cavano nel territorio del Sagro e che da anni sono in contenzioso con il Parco causa di norme ambientali violate e conseguenti ricorsi da entrambe le parti.
“Si ricorda che – entra nello specifico il GrIG – stante la dichiarazione dell’ufficio tecnico del Parco, la Cava Vittoria non ha al momento alcuna pronuncia di compatibilità ambientale in corso di validità e l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Fivizzano, se non rinnovata, è scaduta il 31.12.2016. Pertanto, la Cava Vittoria esercita l’attività di cava in assenza della prescritta autorizzazione (PCA), ovvero continua l’esercizio con l’autorizzazione scaduta, configurando- indipendentemente dal fatto che le emissioni in atmosfera superino o meno i valori limite stabiliti dalla legge (in quanto è sufficiente che le stesse siano comunque moleste e, di per sé, inquinanti)- un’azione prevedibile come reato, in violazione dall’art. 279, comma primo, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, che, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 3, comma 13, del d.lgs. n. 128 del 2010, punisce chi esercisce uno stabilimento in assenza della prescritta autorizzazione”.

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