Incidenti in montagna: maestro di sci e guida di media montagna ci scrive consigli e proposte

PAolo De Luca, lettore de L'Eco della Lunigiana, ci scrive in seguito all'incidente mortale sulle Alpi Apuane

0
703
Paolo De Luca

In seguito all’articolo di ieri sul decesso di Paolo Mangili, il cinquantanovenne deceduto sabato sul Passo del Vestito, un lettore de L’Eco della Lunigiana, Paolo De Luca, maestro di sci e accompagnatore di media montagna a Pietracamela in provincia di Teramo ci ha spiegato alcuni consigli e considerazioni sugli incidenti in alta quota.
“Preliminare a qualsiasi attività in montagna, è la consultazione dei bollettini meteo – afferma – tenendo tra l’altro presente che in montagna le condizioni del tempo possono cambiare in pochi minuti.
Fondamentale è scegliere l’itinerario in base alla propria preparazione fisica e capacità tecnica. Abbigliamento ed equipaggiamento devono essere adeguati alla difficoltà ed alla durata dell’escursione. Nello zaino con airbag (è una sorta di palloncino che esplode permettendo di “ galleggiare” in caso di valanga) non deve mai mancare l’occorrente per le situazioni di emergenza: telo termico, lampada frontale, kit di primo soccorso (meglio se corredato di un telo isotermico), bussola, altimetro e telefonino cellulare – Gps nel quale si può scaricare l’App “GeoResQ” (è un nuovo servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso che tiene traccia del percorso comunicandolo a chi volesse seguirci da casa e per inoltrare tempestivamente la richiesta di aiuto alla centrale operativa attiva 24 ore su 24). In caso di neve è opportuno tenersi costantemente aggiornati sulla situazione del manto nevoso consultando il bollettino di previsione delle valanghe che varia dal valore 1 (debole) al valore 5 (molto forte), senza dimenticare gli elementi base dell’autosoccorso: pala, sonda, Artva (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga: è un ricetrasmettitore che consente l’individuazione di un travolto da valanga, attraverso un segnale radio trasmesso), oltre ai ramponi piccozza e casco protettivo. Utile per il corretto funzionamento degli strumenti elettronici è il controllo periodico delle batterie per verificare la carica residua e l’utilizzo di tipi ad alta capacità. E’ preferibile non avventurarsi da soli e, in tutti i casi, la gente fatica a capire che l’attrezzatura all’avanguardia e Gps non ci rendono onnipotenti. Non bisogna fidarsi solo delle attrezzature perché la differenza la fa l’abitudine al territorio, al movimento. Non basta scaricare una App e comperare attrezzature supertecnologiche con l’illusione di avere la sicurezza assoluta. Una volta si faceva tutto lentamente e non esisteva internet, c’erano solo le guide cartacee. Oggi, grazie alla rete telematica, c’è uno scambio dati e informazioni aggiornate, ma la montagna ha bisogno di tempo per maturare esperienza.
E’ l’esperienza è fondamentale per non incorrere in infortuni che a volte possono avere conseguenze drammatiche”.
Slegato dall’incidente sulle Apuane, Paolo propone anche alcune norme che potrebbero essere deterrenti per chi si avventura in montagna con poca preparazione: “Consigli a parte da più fronti si invoca una legge in grado di arginare l’impennata di incidenti in montagna. Attualmente, infatti, non esiste una normativa con regole specifiche per la sicurezza dello sciatore-alpinista, dell’alpinista, dell’escursionista e più precisamente per gli sport di avventura.
Un valido deterrente sarebbe quello di far pagare per intero al cittadino le operazioni di salvataggio in montagna, comprese quelle effettuate sulle piste da sci, perché la comunità non può e non deve più farsi carico delle leggerezze degli irresponsabili.
La mia non è una voce isolata: a perorare la proposta illustri esperti del settore di fama internazionale, alpinisti quali Abele Blanc, Alessandro Gogna, Reinhold Messner, Giampiero Di Federico, Pasquale Iannetti concordano sul deterrente di tipo economico quale strumento per disincentivare i comportamenti negligenti e sull’importanza di diffondere la cultura della prevenzione del rischio. “ Sono molto favorevole a questa proposta che gli amanti della montagna non possono non condividere”. Così esordisce il pluricampione Mondiale e Olimpico Gustav Thoeni in una intervista rilasciata al quotidiano Il Capoluogo con sede all’Aquila”.

Sostieni Eco della Lunigiana

Uno dei nostri obiettivi è garantire un’informazione di qualità online. Con il tuo contributo potremo continuare a mantenere il sito di Eco della Lunigiana libero e accessibile a tutti.