La notte bianca di “Kamikaze”. Sabato sera Angela Teodorowsky al Camec

La performer di La spezia insieme a Debora Bosoni e Nicola Pinelli, protagonisti di una performance in scena sabato sera al Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia

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Tra gli eventi in programma per il weekend di San Giuseppe alla Spezia, c’è spazio anche per l’arte. Sabato sera al Camec, ritroviamo con “Kamikaze” Angela Teodorowsky, la performer conosciuta già in città e non solo – sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sperimentazioni artistiche.

Parte domani, uno degli eventi più attesi dell’anno, quello che nei cuori degli spezzini, non è solo banchetti e panino con la porchetta, ma che sa ricordare che l’estate è vicina. In programma, si conferma ormai da anni, la notte bianca del sabato sera e nel calendario della serata, tra i concerti live per le piazze della città, anche i musei restano aperti. Nel caso del Camec, per l’occasione si fa notare un evento artistico a tutti gli effetti. Per opera di Angela Teodorowsky, insieme a Debora Bosoni e Nicola Pinelli, l’arte performativa andrà in scena dalle 22.00 negli spazi del Centro Arte Moderna e Contemporanea, grazie alla performance “Kamikaze”.

L’evento a ingresso gratuito, si alimenterà della verità del momento e dei differenti fattori ambientali, comprendendo quell’ “azzardo” immanente della totalità delle azioni intraprese, tipico degli atti performativi. L’artista infatti, il quale espone direttamente la propria persona come protagonista e oggetto della scena, si presta totalmente alla performance, accettando una sfida che ne trascende le intenzioni progettuali, ma allo stesso tempo ne sa mantenere coerentemente idea e linea estetica. Kamikaze – vento divino, deriva da Kami, che significa divinità (termine fondamentale nello shintoismo) e Ka-ze, ossia vento, dove le due sillabe rappresentano rispettivamente inspirare-espirare. Il kamikaze, comunemente conosciuto come temerario soldato orientale che sacrificava la sua identità e la sua stessa vita, immolandosi simbolicamente per una causa “alta”, ha insito nel sacrificio, un atto unico e imprevedibile. L’azione performativa, ha lo scopo di restituire così, quest’idea di detonazione di gesti dettati dall’improvvisazione del momento, ma coerenti idealmente al proprio progetto; come nel caso del kamikaze, il quale si trova totalmente immerso fino all’estremo del suo sacrificio, l’artista, si vede coinvolto a 360 gradi all’interno del contesto performativo. L’azione sarà accompagnata e guidata allo stesso tempo, da una batteria acustica e dall’elaborazione di un video composto da frammenti di immagini di repertorio.

Una scena costruita su suoni e gesti che diventano il vero motore dell’azione, ora forte e spinta al massimo, ora congedata fino all’ultimo respiro, dove il momento di riflessione precede il gesto fatale, rappresentato da un cut-up frenetico, ma meditato.