L’ Amaro del Partigiano, un progetto lunigianese al centro di un liquorificio sociale alle porte di Milano

Dalla collaborazione tra gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo e la cooperativa di Trezzano sul Naviglio Occupy Maflow, un progetto tutto sociale

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Amaro del Partigiano – C’è ancora tempo fino al 25 aprile per contribuire alla realizzazione di un liquorificio sociale alle porte di Milano, e lanciato, dal primo liquore tutto lunigianese: l’Amaro del Partigiano. Nato dall’incontro tra Rimaflow, progetto sorto sulle ceneri dell’ex fabbrica di Maflow a Trezzano sul Naviglio, e gli Archivi della Resistenza di Fosdinovo, si tratta di un progetto tutto sociale di autoproduzione.

Un liquorificio che troverà spazio proprio nell’ex fabbrica milanese, e che servirà, non solo, alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma che tra i suoi scopi ha anche quello di promuovere la cosiddetta sovranità alimentare, rendendo il laboratorio un luogo di appoggio per la produzione di propri liquori, destinando il ricavato esclusivamente all’autofinanziamento e a tutte quelle forme di sostegno etico-sociale. Un progetto in linea con i principi della cooperativa milanese, attiva appunto, nel sostegno di iniziative di mercato etico e alternativo. E a questi requisiti risponde proprio l’Amaro del Partigiano, un liquore che racchiude i sapori delle erbe dei nostri boschi, durante la resistenza. Nove gli ingredienti segreti dell’amaro del partigiano che, si presenta unico nel suo genere, frutto di mesi di sperimentazioni e degustazioni svolte da parte degli ideatori. Prima di arrivare a quella “beta”, sono state elaborate ben sette versioni, in seguito ad un accurata selezione e raccolta di erbe presenti sul nostro territorio.

Questo il valore aggiunto di un liquore, che ogni volta sarà unico grazie all’origine naturale e spontanea dei suoi ingredienti – e che hanno sperimentato – conservato a -20° e servito ghiacciato, risulterà esaltato nel gusto. La bottiglia avrà un costo di 15 euro ciascuna, e sarà trasparente in termini di ripartizione tra i costi di materiali e del lavoro, e del ricavato destinato alle attività resistenti. I guadagni delle vendite dell’amaro infatti, saranno destinati al sostegno del Museo della Resistenza e di tutte le iniziative connesse, come il festival “Fino al cuore della rivolta”.

Un progetto che guarda al sociale, e che dal sociale è partito. Per la realizzazione dell’intero progetto, è stata infatti lanciata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma di produzionidalbasso.com, che ad oggi, sta riscuotendo un grosso successo: sono più di 8.000 gli euro raccolti tramite donazioni. Notizia, di cui la stampa nazionale ha scritto molto in questi mesi, e che ha ottenuto l’appoggio entusiasta di Anpi, e di Arci Cgil con le segreterie Filcams e Flai, diventati partner del progetto. La campagna per sostenere l’amaro del partigiano, iniziata da più di 50 giorni, terminerà proprio il 25 aprile e si trova a ormai l’86 % dei 10.000 euro necessari all’avviamento della filiera. Il budjet raggiunto, sarà impiegato nell’acquisto dei macchinari per il laboratorio e i costi di realizzazione del liquorificio.

Ma cos’è Rimaflow. Nato tra il 2012 e il 2013, si tratta di un progetto di operai dell’ex fabbrica di componentistica per automobili, la Maflow, la quale, licenziò i suoi dipendenti per spostarne la sede in Polonia. 330 i lavoratori licenziati, i quali hanno saputo reagire, e unendo le forze, hanno occupato la fabbrica, fondando la cooperativa di Occupy Maflow. Oggi, nei capannoni dell’ex fabbrica, esiste un centro polifunzionale, dedito al mercato etico e alla realizzazione di una rete di economia sociale e solidale dove attività produttive e tessuto sociale si incontrano per resistere alla crisi. Il progetto si costituisce con grande forza, in sostegno di tutte quelle iniziative che resistono e reagiscono alla crisi, che loro stessi hanno vissuto sulla propria pelle.

Da qui la collaborazione con gli Archivi della Resistenza di casa nostra. Partirà proprio questo sabato un tour di promozione dell’Amaro del Partigiano in tutta Italia, che toccherà moltissime città da Sanremo a Genova, da Viareggio a Roma, fino ad arrivare addirittura all’estero, a Bruxelles e Zagabria . La prima tappa, sabato 11 marzo, darà inizio al tour, proprio dal Museo della Resistenza, per la “Rassegna per chi non si rassegna 2017”. Un incontro, dove saranno presenti anche alcuni operai della RiMaflow che assieme agli operatori lunigianesi, presenteranno il progetto. Una serata di festa e collettività, con la cena “slow” e lo spettacolo-concerto degli Yo Yo Mundi e Daniela Tusa “Terra madre: sorella acqua, fratello seme”.

Amaro del Partigiano. Storie di comunità e resistenza, dove ogni singola presenza è utile al tutto.

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