Scuole dell’infanzia, i bilanci in Lunigiana

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Le scuole dell’infanzia sono oltre 23mila su tutto il territorio nazionale, per un totale di 1,6 milioni di iscritti secondo l’Istat. Vediamo, per iniziare, come sono ripartite tra i vari enti che le gestiscono e quanto spendono le maggiori città italiane per offrire questo servizio. In testa Milano con oltre 100 euro pro capite.

Gli anni della scuola per l’infanzia non rientrano tra quelli della scuola dell’obbligo, in base alla legge statale. Anche per questa ragione possono gestirle vari soggetti, privati e pubblici. Oltre allo stato, ci sono anche gli enti locali e gli enti privati, come le istituzioni religiose.

Lo stato gestisce oltre la metà delle scuole dell’infanzia (precisamente il 57,1%, secondo i dati Istat aggiornati al 2014). Seguono gli enti privati, con il 34,6% degli istituti. Residuali le scuole materne pubbliche ma non statali: 8,3%. Tra queste rientrano le comunali.

In tutti si tratta di 23.515 in tutta Italia, e ciascuno ospita un numero variabile di bambini. In media ci sono circa 70 bambini ognuno, ma con grandi differenze a seconda del tipo di istituto e della zona geografica. Molto meno variabile il dato sulle scuole materne statali: 78 bambini per istituto nel centro-nord e 73 nel mezzogiorno.

Le scuole private sembrano avere una capienza minore, o comunque ospitano meno bambini: 59 come media italiana, con una media di 75 nel nord e una di 40 nel mezzogiorno e nelle isole.

Più articolato il dato per le scuole dell’infanzia comunali e pubbliche non statali. Nel centro Italia ospitano in media 94 bambini, nel nord 83 mentre nel sud solo 49 ciascuna. Da questi dati emerge una generale minore capienza delle scuole meridionali.

Attraverso openbilanci è possibile vedere quanto spendono le amministrazioni comunali italiane per le scuole primarie. La voce specifica contiene tutte le uscite sostenute per mantenere le strutture e le attività connesse.

scuole dell'infanzia lunigiana

Vediamo la situazione nei comuni della Lunigiana, sempre riferito ai bilanci 2014.

In questa classifica si piazza al primo posto Filattiera, con 156,68 euro pro capite spesi per le scuole dell’infanzia, un’eccellenza a livello nazionale, che arriva al 64esimo posto, ben prima di tanti altri centri del nord. Al secondo posto Villafranca in Lunigiana, con 26,3 euro a persona, seguita da Aulla (12,35) e da Comano (11,81). Tra i centri più grandi del nostro territorio troviamo Pontremoli con 5,2 euro pro capite, seguito da Fivizzano con 4,27 al nono posto dei comuni lunigianesi.

Bagnone e Zeri risultano, dai dati di openbilanci, avere spese nulle, questo è dovuto a diversi fattori: natalità molto bassa e quindi inutilità di spese nell’ambito delle scuole dell’infanzia oppure spese effettuate negli anni e nelle amministrazioni precedenti che hanno già sopperito alla mancanza di fondi, materiali, docenti e strutture idonee.

Dato rassicurante è necessariamente quello di Filattiera che è simbolo di una grande attenzione verso l’età prescolare dei propri piccoli cittadini ed eccellenza nel sistema scolastico a livello italiano.