8 Marzo: il Coordinamento dei Docenti dei Diritti Umani invita le scuole a un flash mob

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In occasione Giornata Internazionale della Donna, domani mercoledì 8 marzo, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita le scuole di ogni ordine e grado dei comuni della Lunigiana a sostenere campagne di sensibilizzazione sulla parità di genere e ad associarsi al flash mob ideato e promosso dall’ISI Pertini di Lucca nell’ambito di un progetto realizzato in collaborazione con il Coordinamento e che consiste nel lancio, da parte degli studenti, di palloncini rosa e azzurri uniti insieme da un nastro per simboleggiare l’armonia e la parità tra i generi.
“Discriminazione, violenza, disparità nel mondo del lavoro e squilibri nelle relazioni sociali sono temi sui quali si continua a discutere continuamente nei dibattiti politici – spiega il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani in una nota stampa – Considerando i molteplici, tragici, episodi di cronaca, registrati quasi quotidianamente e aventi come vittime donne, colpevoli di autodeterminarsi, brutalizzate da compagni emotivamente “diseducati”, in una società in cui il corpo femminile è spesso mercificato e banalizzato, e riscontrando la strumentalizzazione ossessiva dello stesso nella pubblicità e nei prodotti d’intrattenimento in cui il “gentil sesso” viene sempre relegato a ruoli di subalternità, passività e arrendevolezza, diventa doveroso intervenire tempestivamente per promuovere tra i giovani il rispetto dell’altro e diffondere i valori della reciprocità e parità.
In Italia la situazione ancora non è delle migliori neanche circa la rappresentanza politica, nonostante alcuni interventi normativi tesi a riequilibrare i rapporti tra i sessi (Legge n. 215/2012). Basta riflettere su alcuni dati: solo un terzo dei parlamentari nell’attuale legislatura è di sesso femminile; le deputate della Camera sono circa il 31% del totale, mentre le senatrici sono il 29%.
Spinte retrograde e oscurantiste spesso inficerebbero i traguardi raggiunti dalle donne durante il Novecento. Non bisogna recedere dalla divulgazione dei principi di uguaglianza riconosciuti dall’art. 3 della Costituzione italiana e dall’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.