Cave: al via il progetto speciale di Arpat

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Cave – La filiera dell’estrazione e della lavorazione di minerali è una delle industrie che maggiormente caratterizzano il sistema produttivo toscano, in particolare nelle province di Massa Carrara e Lucca.

Le attività istituzionali di ARPAT in questo settore riguardano da una parte il rilascio di pareri istruttori in sede di VIA e/o nell’ambito delle autorizzazioni ambientali e dall’altra il controllo del rispetto delle autorizzazioni, della gestione rifiuti, della gestione acque di cantiere e delle emissioni diffuse derivanti da polveri.

Il “Progetto Speciale Cave” oggi vede l’entrata in servizio del primo operatore a tempo determinato a cui seguiranno nelle prossime settimane altre 7 nuove unità di personale che saranno adibite alle attività di controllo. Ad esse seguirà l’assunzione di altre 4 unità di personale specialistico (biologo, geologo, informatico e fisico) che saranno impegnate in attività di elaborazione dati e rilievi sul campo indirizzate ad approfondire le conoscenze e le cause dell’inquinamento ambientale prodotto dalle attività in cava.

L’Agenzia sarà quindi impegnata in un’attività straordinaria ed innovativa: operatori qualificati già in servizio insieme al personale neo assunto svolgeranno la propria attività nel contesto del comprensorio estrattivo Apuano e Versiliese, con l’obiettivo di potenziare i controlli e migliorare così la gestione ambientale delle cave, riducendo in particolare l’inquinamento da marmettola delle acque sotterranee e superficiali.

Questi nel dettaglio gli obiettivi del Progetto:

  • mettere a punto un nuovo sistema di controllo puntuale dei siti estrattivi, a seguito di una fase di rilevazione e analisi delle situazioni più critiche tramite droni e/o foto satellitari, oltre allo studio e all’impiego di nuove metodiche analitiche capaci di discriminare l’origine dell’inquinamento da marmettola;
  • individuare una check-list standardizzata per il controllo in campo (accertamenti tecnici e amministrativi);
  • individuare criteri condivisi per la valutazione degli elaborati presentati in sede di VIA e/o al fine del rilascio delle autorizzazioni all’esercizio;
  • individuare un set di prescrizioni operative vincolanti, da proporre in fase di autorizzazione degli impianti, finalizzate ad indirizzare la gestione delle cave verso comportamenti ambientalmente virtuosi;
  • realizzare uno studio focalizzato sulle tecniche di taglio in cava, il cui esito dovrà portare all’individuazione di una serie di “migliori tecniche disponibili” per ridurre nel tempo la produzione di detriti da taglio (marmettola e scaglie) e nel contempo migliorarne la qualità da un punto di vista granulometrico;
  • diffondere le informazioni sull’attuazione del progetto e sui risultati conseguito attraverso il sito Web di ARPAT.

Nel Progetto Speciale, ARPAT sperimenta quindi un nuovo approccio al controllo ambientale che utilizza da un lato le nuove tecnologie disponibili sul mercato (volo ricognitivo dei droni e utilizzo di immagini satellitari a supporto degli operatori in campo), ma anche l’attività di analisi laboratoristica che permetterà di individuare meglio la sorgente di inquinamento da marmettola, fornendo possibili elementi di prova per la successiva azione dell’Autorità Giudiziaria.

Inoltre ARPAT ha l’intenzione di innovare tecnologicamente anche il monitoraggio degli acquiferiattraverso sistemi di monitoraggio in continuo installati su determinate sorgenti, al fine di individuare celermente l’insorgenza di eventuali criticità ambientali.

Il ruolo di ARPAT, in tutte le fasi del processo di lavorazione della filiera, oltre a quello specifico del controllo, sarà dunque quello di indurre il settore lapideo ad una maggiore propensione all’innovazione nelle lavorazioni, per meglio conciliare il progressivo aumento della capacità estrattiva con la forme di produzione più rispettose dell’ambiente.

Sarà inoltre sviluppata una specifica azione di coordinamento con altri Enti/Forze di Polizia, con particolare riguardo ai Carabinieri Forestali che svolgono controlli, per ottimizzare gli sforzi e massimizzare i risultati in sede di controllo puntuale.

Considerando la durata biennale del progetto si procederà a:

  • controllare direttamente 120 cave (60 cave/anno) delle 170 attive in produzione, individuate attraverso l’attribuzione di una priorità di intervento,che tengono conto della presenza di segnalazioni pervenute, dai controlli pregressi, dall’insieme delle conoscenze acquisite anche attraverso l’attività di controllo remoto;
  • monitorare con una analisi da remoto tutta l’area estrattiva della provincia di Massa Carrara e della area a nord della Versilia, le cave censite nei comuni (attive, dismesse o anche “quiescenti”) che risultano essere in numero pari a:

cave massa carrara

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