“Le sette meraviglie della Lunigiana”, presentato il libro

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Un pubblico numeroso e interessato ha affollato lo scorso 04 febbraio, la sala Gestri della Biblioteca Civica di Carrara, dove si è tenuta la presentazione del volume “Le sette meraviglie della Lunigiana“.
Dopo le parole di saluto del presidente di Apuamater Claudio Palandrani, ha preso la parola Giovanni Dosi, presidente del Rotary Club Lunigiana, che ha patrocinato la pubblicazione destinandone i proventi ad opere da realizzare nei luoghi del centro Italia colpiti dal terremoto. Giovanna Bernardini, Assessore del Comune di Carrara, ha portato il saluto dell’amministrazione comunale ed ha illustrato l’importanza del ruolo delle Associazioni nel lavoro di costruzione dell’identità comune in un territorio, come la Lunigiana Storica, che vede una forte presenza di iniziative provenienti dalle stesse.

Andrea Baldini, ispiratore della pubblicazione, ha sottolineato gli aspetti fortemente identitari che sono presenti nella Lunigiana fin dai tempi più remoti, che si manifestano negli aspetti linguistici, ampiamente descritti da Elisabetta Carpitelli, e nel sentire comune di una popolazione che presenta caratteri propri e autonomi, non riconducibili ad alcuna delle regioni limitrofe. L’avv. Baldini ha illustrato le ragioni che lo hanno condotto ad associare le sette antiche meraviglie del mondo ad altrettante meraviglie della nostra terra, a voler significare come nel microcosmo lunigianese siano presenti bellezze paragonabili ai più celebri e riconosciuti luoghi del mondo antico che ospitarono le grandi meraviglie dell’umanità.
Ha quindi presentato uno ad uno gli autori dei vari capitoli che hanno descritto le”Sette meraviglie della Lunigiana”
Angelo Ghiretti, direttore del museo delle Statue-stele di Pontremoli, illustrando l’accostamento delle Statue-stele della Lunigiana alla statua colossale di Zeus nel tempio di Olimpia, ha raccontato le vicende dei ritrovamenti archeologici che hanno portato alla costituzione di un museo lunigianese nel quale sono conservate le Statue-stele rinvenute in diversi luoghi della Lunigiana, e che oggi sono esposte nel nuovo allestimenti ideato dall’Architetto Canali di Parma, all’interno del castello del Piagnaro. Gli ha fatto sponda Germano Cavalli, presidente dell’Associazione Manfredo Giuliani, la più grande associazione culturale dellaToscana, autore del ritrovamento di oltre dieci Statue-stele, che ha parlato della sua esperienza di storico del territorio e di appassionato ricercatore.
Mirco Manuguerra, dantista e presidente del Centro Lunigianese di studi danteschi, ha parlato del luoghi Danteschi della Lunigiana, dell’accoglienza di Dante da parte dei Malaspina, della pace di Castelnuovo e dell’impronta dantesca ancora profondamente presente nella Lunigiana storica, nonché del passaggio fondamentale tra la “commemorazione” del 1906 e le “celebrazioni” del 2006.

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Roberto Ghelfi, Liano Gia e Romano Bavastro, parlando anche a nome di Gian Luigi Maffei, hanno ben fatto comprendere perché le Apuane possono essere avvicinate alla meraviglia rappresentata dalle Piramidi d’Egitto. La loro grandezza, la loro magia ed il loro carattere sacrale – che ne ha fatto la casa degli dei – determinano la loro meraviglia assoluta, oggi però minacciata da un’escavazione che ha perduto – in grandissima parte — il rapporto ancestrale con le nobili arti della scultura e dell’architettura. Questa meraviglia rischia di spegnersi e di andare perduta se non daremo un limite al modo in cui, oggi, si stanno distruggendo le Apuane.

In questo contesto, Roberto Ghelfi ha parlato anche della bellezza del paesaggio delle Cinque Terre, costruito dalla fatica e dalla perseveranza del lavoro umano, così strettamente legato a questa terra aspra e difficile, che deve la sua unicità alla presenza costante dell’uomo. Lo spezzarsi di questo rapporto antichissimo, che risale all’epoca preistorica, significherebbe la distruzione e la perdita di un paesaggio che, in alcuni luoghi, già mostra i segni drammatici di questo abbandono. Ha toccato anche – sostituendosi all’assente Andrea Marmori – la descrizione del Golfo della Spezia, affiancandolo a quello nel quale – nell’antichità – si ergeva il Colosso di Rodi.

A Nicola Gallo, architetto esperto nel restauro delle antiche architetture monumentali, è spettato il compito il illustrare i molti castelli presenti nella Lunigiana Storica, che fanno del nostro territorio uno degli esempi più straordinari della presenza di insediamenti medioevali la cui costruzione si è protratta fino al XVIII secolo.

Giuseppe Benelli, presidente dell’Associazione Cappellini, della Spezia, ha infine parlato ai presenti della tradizione dei librai ambulanti lunigianesi avvicinandoli al Faro di Alessandria, che con la sua luce guidava i naviganti. Allo stesso modo il libro rappresenta un faro capace di indirizzare i passi di chi cammini nel buio dell’ignoranza facendogli percepire i bagliori della conoscenza. La tradizione dei librai, partiti dalla Lunigiana per raggiungere i più lontani luoghi del mondo fondando case editrici e librerie, ha dato il via al Premio Bancarella, uno dei massimi riconoscimenti letterari del nostro Paese.
Attraverso il libro, ed il lavoro dei librai ambulanti (che si inserisce nella tradizione degli stampatori lunigianesi già lumeggiata da Germano Cavalli) la Lunigiana ha contribuito a portare la cultura e la conoscenza tra la gente, cementando quel sentimento di appartenenza nazionale di cui la lingua è stata, in passato, potente vettore culturale.

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