Presentato il nuovo libro di Titti Federico, Bugliani: “la guerra uccide l’infanzia”

Presentato a Palazzo del Pegaso il romanzo "Negli occhi di mia madre" di Titti Federico

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Nella Napoli degli anni Sessanta una donna ormai anziana e malata, Edda Capasso, continua a sognare di poter riabbracciare la sua nipotina Benedetta, persa durante la guerra. Benedetta, nata da padre italiano e madre polacca, è una dei tanti bambini ebrei che, a causa del Nazifascismo, hanno dovuto cambiare identità per sopravvivere. La vita di Benedetta viene raccontata dallo zio, Gaetano Capasso, protagonista del romanzo “Negli occhi di mia madre” scritto da Titti Federico, che è stato presentato nel pomeriggio di ieri, lunedì 23 gennaio, a Palazzo del Pegaso.

Gaetano descrive gli episodi che hanno segnato la sua esistenza, gli eventi che l’hanno reso cinico, la paura e la sofferenza che ha toccato da vicino lui e la sua famiglia. In tutti i suoi racconti, però, vi è un punto fermo, la madre Edda, una delle figure più positive del romanzo. Edda, infatti, insegna a guardare il mondo in modo positivo, nonostante tutto.
Mentre Gaetano cresce in una Napoli martoriata dai bombardamenti, nel ghetto di Varsavia cresce anche sua nipote, Benedetta, inconsapevolmente costretta a diventare un’altra persona per non essere travolta dal delirio collettivo. E così, alla fine, Gaetano e Benedetta, vittime innocenti di una tragedia mondiale, vengono catapultati nel mondo degli adulti dalla traumatica violenza della guerra e della deportazione. Un costante conforto, in questo scenario apocalittico, lo offre tuttavia l’amore espresso da Edda, che unisce ed illumina l’universo disgregato dei protagonisti. Anche Irina, una ragazza polacca che fa l’assistente sociale nel ghetto di Varsavia, è un’altra figura positiva del romanzo. Anche lei è una donna capace di sacrificarsi per gli altri.

A presentare il romanzo, in Sala Affreschi, è stato il consigliere regionale Giacomo Bugliani, che ha sottolineato: “E’ un romanzo che affronta temi difficili, ferite della nostra storia contemporanea, soffermandosi sul punto di vista dei bambini, le vittime più fragili di guerre, soprusi, discriminazioni. In questo libro ripercorriamo una fase che ha segnato il nostro Paese, l’atrocità delle leggi razziali e percepiamo come ancora più crudeli e violente siano state nei confronti dei più piccoli. Anche al giorno d’oggi tanti, troppi sono i focolai di guerra che ardono nel mondo, in Siria, in Medio Oriente. E ancora oggi la guerra uccide l’infanzia, tronca tragicamente l’età in cui maggiore è il bisogno di affetto e di sicurezze, privando di tutto questi giovani cittadini ed abbandonandoli a un dolore più grande di loro”.
Con il consigliere Bugliani sono intervenuti il presidente del Movimento per l’Infanzia, Girolamo Andrea Coffari, l’assessora alla Cultura del Comune di Carrara, Giovanna Bernardini, oltre all’autrice, Titti Federico, nata a Genova da genitori napoletani e residente a Carrara.

Come è stato detto durante la presentazione, l’autrice trascina il lettore indietro nel tempo e gli permette di vivere in prima persona episodi tragici, talvolta raccapriccianti, che hanno caratterizzato gli anni del Nazifascismo, delle leggi razziali e dell’immane tragedia provocata dal secondo conflitto mondiale. Eppure, nonostante il romanzo provochi sofferenza, esso fa comunque riflettere sulla situazione attuale del mondo, tanto che si possono trovare nel romanzo molte analogie con il presente e con i conflitti dei nostri giorni, sempre drammatici e tragici ai danni dei bambini e delle bambine.

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