Un tour, un appello: Lunigiana, rifiuti a km zero

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“Mi chiamo Mattia Zoboli, ho 36 anni e da 25 almeno vivo in Lunigiana. Non è il primo posto in cui ho abitato, ma è sicuramente il primo che ho sentito come casa mia. Col tempo mi sono innamorato sempre più di quella bellezza semplice, antica e a tratti violenta che è insita in questa fantastica terra. La Lunigiana è naturalmente verde, piena di meraviglie e paesaggi mozzafiato: potrei (e vorrei) spendere giorni per farvi vedere la straordinaria ricchezza del nostro territorio. Ma non è questo di cui vi devo parlare oggi. Se state leggendo queste poche righe è perché ultimamente, girando per i boschi che tanto amo, mi sono reso conto di quanto ormai siano dominanti inciviltà, maleducazione e poco amore per il territorio. Il proliferare di mini discariche abusive è un fenomeno sempre più preoccupante e questo, oltre che degradare il territorio, è molto pericoloso per la salute delle persone”.

“Vorrei trovare le parole giuste per farvi capire quanto sia importante per tutti noi poter conservare la bellezza e la salubrità delle nostre terre, non solo per non perdere l’enorme patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato e che mi auguro potremo trasmettere ai nostri figli, ma anche perché la nostra Lunigiana potrebbe essere vera occasione di sviluppo e occupazione, specie per i tanti ragazzi che spesso, pur di sopravvivere, si devono adattare a lavori che non li valorizzano affatto. Spero che le immagini di questo servizio possano farvi capire quanto poco stiamo facendo, mentre invece ognuno di noi può e deve contribuire, a casa propria e nelle sedi opportune, a salvare la nostra bellissima terra, che è un bene di tutti e spero potrà esserlo ancora a lungo”.

Abbiamo lasciato che siano le parole di Mattia a introdurre il video che state per vedere, un documento duro e impietoso che mette in luce uno dei problemi più gravi, attualmente, per il nostro pianeta e per il nostro territorio. L’inquinamento, sì, ma quello che noi stessi produciamo.

Un appello, un tour. Due sole giornate per iniziare a comprendere quanto il problema dei rifiuti sia diffuso: quanto rifiuti di ogni tipo siano ormai, tristemente, parte del paesaggio. Sacchetti, bottiglie, lattine, vestiti, sanitari, elettrodomestici, documenti, mobili, materiale edile… sul verde e nel verde delle nostre strade, dei nostri boschi e delle nostre terre emerge in maniera lampante quello che senza esagerare potremmo chiamare disamore. Inconsapevole? Forse. Ma che nuoce, in maniera ormai in parte irrimediabile, al nostro ambiente e alla nostra salute. Con Mattia abbiamo esplorato zone più o meno isolate, zone più o meno conosciute. A testimoniare quanto ogni vostra, nostra azione sia volontaria e volontariamente perciò incida sulle nostre vite: sulla vita comune e individuale. Abbiamo deciso di iniziare a mostrarvelo e di iniziare a parlarne in modo semplice, ma – speriamo – efficace. Proseguiremo, lasciando sin da adesso, con Mattia, un augurio-monito perché l’indignazione si trasformi in voglia di cambiare, migliorare, contribuire: per il nostro bene.