“Caso Caprini”: il punto dopo la diretta televisiva e la parola al vicario del prefetto La Rosa

"Caso Caprini": la parola al vicario del prefetto La Rosa e il punto dopo la diretta televisiva

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Dopo aver riempito le pagine della cronaca locale, il “caso Caprini” è arrivato in televisione. Con diretta dalla locanda Girardengo di Aulla e un servizio realizzato giovedì scorso dalla troupe di Quinta Colonna, la storia di Armanda Adriana Spediacci e della figlia Ketty in battaglia ha occupato la prima serata della nota trasmissione televisiva, animando gli ospiti presenti in studio e attirando l’attenzione di Matteo Salvini, che lì e in Facebook ha promesso che se ne sarebbe direttamente occupato.

In particolare ha promesso che avrebbe telefonato ‘subito’ sia alla prefettura di Massa Carrara sia al commissario che ora amministra Aulla. Da quanto sappiamo questo non è ancora successo, ma per gli esponenti locali di Lega Nord il loro segretario manterrà la promessa, senza alcun dubbio. Intanto, una delegazione di cittadini ha preso appuntamento in Comune per un faccia a faccia con Simonetta Castellani che per ora non proferisce parola, ma che, con una certa probabilità, pubblicamente e non, presto lo farà. In generale, un clima di tensione coinvolge tutti gli interessati, compreso il vicario del prefetto  Giuseppe La Rosa, certamente non contento della piega ‘mediatica’ assunta da questa storia – anche perché sa che qui si è già “in campagna” come sa che “molti, spinti da un pregiudizio di fondo, tengono a ingigantire ogni cosa”.

Per lui, la controversia è, sostanzialmente, privata e, riguardando proprietari e società, preferisce non commentarla: “Peraltro, la Ezio Caprini ha vinto regolarmente una gara – ricorda, aggiungendo – Certo, esistono situazioni problematiche, come si rivela questa, ma sono eccezioni che confermano la regola e la regola è che i migranti sono gestiti bene nella nostra provincia”. Rispetto ad altre province almeno e a fronte delle molte difficoltà che la prefettura deve affrontare ogni giorno, perché è proprio questo che vuole rimarcare il vicario del prefetto: “Ciò che dovrebbe essere messo in rilievo è che noi abbiamo difficoltà oggettive nella gestione e distribuzione dei flussi. Una volta il numero di persone da gestire era piccolo, ma adesso è molto elevato: sono tanti, arrivano continuamente e il più delle volte è difficile trovar loro un posto e trovarlo rapidamente”.

“Se ad Aulla abbiamo solo 38 migranti – ci tengo a sottolinearlo: sono solo 38 su 11000 abitanti -, in tutta la provincia ne abbiamo 650 e capirete che è difficile occuparsi di tutti al meglio. Quello che possiamo fare e che con difficoltà sempre maggiori facciamo – prosegue – è trovare strutture e gestori e, diversamente da quanto si sa o si pensa, non ci sono molte cooperative a disposizione – specie in Lunigiana – perciò dobbiamo scegliere fra quelle che ci sono, anche perché l’alternativa sarebbe buttarli in strada, lasciarli in giro”. I controlli però, assicura, vengono fatti: “Noi seguiamo le situazioni ma non sempre è facile trovare alternative migliori”. Sul caso specifico, infine, ci dice: “La situazione della Filanda è già nota, la conosciamo bene e nei prossimi giorni interverremo, riducendo il numero di presenze e prendendo ogni provvedimento necessario”. Si attende quindi un nuovo sviluppo, che probabilmente seguirà il nuovo sopralluogo ASL già previsto.

Nel frattempo, la battaglia legale di Ketty Giampietri e della madre è in corso: al 12 gennaio è fissata l’udienza per la risoluzione del contratto, che – ricordiamo – per la proprietaria non può essere ritenuto valido, mentre per il ripristino dell’immobile predisposto per gli abusi edilizi e gli interventi illeciti rilevati si attende almeno il mese prossimo.