Scoppia il caso “Caprini”: gli abusi alla Filanda sotto gli occhi di tutti

La mancanza di risposte, interventi e controlli fa arrivare atti e abusi sotto gli occhi di tutti: un riassunto dalla "prima puntata", in attesa della denuncia tv, lunedì, a Quinta colonna

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Dopo la ‘vicenda delle villette’ di Aulla, un nuovo caso scoppia in località Filanda e, questa volta, a ‘accoglienza’ avviata. Sono venti, forse ventuno gli immigrati che già da un anno vivono qui, sotto tutela della Ezio Caprini srl e nella proprietà di Armanda Adriana Spediacci, ottantenne originaria di Bagnone, ma residente a Erba. Vivono in quattro unità, tre appartamenti e un locale a uso ufficio, con contratto quadriennale, a uso foresteria e ben definito. Un contratto ben definito, sì, ma non rispettato, lamenta la figlia  della proprietaria, Ketty Giampietri, da undici mesi in battaglia per vedere tutelate lei e l’anziana mamma rispetto a quelli che considera veri e propri abusi.

Abusi edilizi, in primo luogo, “assolutamente non comunicati né autorizzati”, con interventi importanti all’interno delle abitazioni e manomissione autonoma degli impianti. Abusi confermati dai diversi sopralluoghi richiesti – condotti da Comune di Aulla e tecnici e oggi in parte ripristinati ma con un lascito non da poco in termini di danni. Abusi di ‘potere’, in seconda istanza – ci dice – evidenti, per esempio, nella decisione di “stipare” lì 21 persone, “quando gli accordi erano diversi e, soprattutto, quando l’abitabilità degli appartamenti consente di ospitare al massimo 9 inquilini”. Infine, abusi morali per “l’arroganza mostrata dal ‘conduttore’, che non solo, dopo ripetute richieste, ha fermamente deciso di non lasciare l’abitazione, ma ha negato e nega, come quasi tutte le autorità competenti, ogni possibilità di comunicazione”. Non è infatti per il desiderio di vedersi in prima pagina che Ketty Giampietri sta facendo tutto questo: “Abbiamo cercato altre soluzioni – ci dice – ma non c’è stato verso”. Nonostante i tanti problemi sollevati – quelli qui ripercorsi, ma anche altri, come quelli relativi al decoro urbano e con i vicini – nessuno, fra Comune e prefettura, ASL e forze dell’ordine, ha mai risposto né è mai intervenuto e questo, certamente, non è un buon segno.

Non è un buon segno per questa famiglia, invischiata senza volerlo in una brutta storia e incapace – senza tribunale e sino a ora – di uscirne da sola, e non è un buon segno per la comunità tutta, che subisce, ancora una volta, gli effetti di una gestione poco chiara e dell’assenza di controllo da parte di ogni autorità incaricata. Ma i documenti e le fotografie questa volta sembrano parlare chiaro, il procedimento giudiziario è già avviato e la posizione dei titolari della Ezio Caprini potrebbe essere ora meno sicura di un tempo, visto il clamore che queste notizie hanno – inevitabilmente – prodotto. Se vi sia accanimento? Giuliano Novelli di Lega Nord, in prima linea sul tema e sul caso, assicura di no: “Questo è solo l’inizio, ci occuperemo senz’altro anche di altre realtà, a partire dalla Mappamondo: è ora di dire basta a queste iniziative fintamente umanitarie che lucrano sulla pelle di italiani e immigrati. Mi avevano detto che a occuparmi di Aulla avrei trovato una situazione melmosa, ma qui si potrebbe parlare di sabbie mobili vere e proprie: tutti sanno, ma nessuno denuncia. Ho già chiesto l’intervento dei Carabinieri, affinché controllino la posizione di Bulgarelli (figlio del legale rappresentante della Ezio Caprini, che attualmente risulta maresciallo in servizio a La Spezia) e la rimozione dall’incarico di La Rosa, vicario del prefetto. Attendo che questa vicenda abbia i risvolti sperati e che a quella società sia negata ogni convenzione per la gestione immigrati”.

Infine ci dice, in anteprima: “La conferenza stampa di lunedì scorso, che ha svelato tutto questo, è stata soltanto ‘prima puntata’”: lunedì prossimo, Ketty Giampietri sarà a Roma per partecipare, in studio, a Quinta colonna, insieme allo stesso Novelli, anche lui lì per dire la propria, nella lunga intervista rilasciata. Rilasciata ieri, quando la troupe della nota trasmissione televisiva era alla Filanda, nel vano tentativo di avere dal figlio del titolare dell’Ezio Caprini qualche risposta. Il risultato? Rabbia, chiusura e minaccia di adire le vie legali, tanto che si teme che il servizio realizzato non vada più in onda.