A tu per tu col Nulla: intervista a Steve, il nuovo ‘paladino’ di Aulla

Abbiamo fatto due chiacchiere con Steve Nulla, il paladino in Facebook ormai 'celebre' di Aulla che, con una bacheca frequentata e attivissima, monitora la città fra satira e denuncia

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In poco più di un mese le sue amicizie sono salite a quota 1209, ma con tutta probabilità sono molti di più i suoi effettivi followers. Un successo inspiegabile e inaspettato: con una media giornaliera di 50 richieste d’amicizia e 30 messaggi inbox, è certamente diventato – almeno per ora – ‘punto di riferimento’. La sua bacheca è attivissima: ogni giorno a metà fra satira e denuncia. Stiamo parlando di Steve, Steve Nulla, il nuovo ‘paladino facebookiano’ di Aulla. Nessuno conosce la sua vera identità, eccetto una persona, “il suo socio”, che stima e ringrazia.

Quanto conta l’anonimato? Moltissimo (certamente se sapessimo chi è non sarebbe lo stesso). Il suo primo profilo, aperto a fine agosto – col nome di “Aulla il Nulla” poi diventato motto – faticava a restare attivo: in tanti lo segnalavano – Steve ci dice per “la sua schiettezza, per la dura verità espressa, per i tasti che tocca” – e ogni volta, così, doveva ricominciare una nuova storia e, ovviamente, con una nuova bacheca. Adesso è stabile, ma riceve ancora minacce. Per questo l’anonimato, perché “in paesi come i nostri è difficile poter esprimere liberamente il proprio pensiero: in un attimo puoi essere ‘lapidato’ da chi non la pensa allo stesso modo’”. Steve non può permetterselo: ha una moglie, dei figli, una vita, un lavoro e conosce tutti. “Il mistero aggiunge sale alla storia”, certo, ma non è solo questo: mantenere il segreto è necessario, almeno per adesso. Anche se ‘costa caro’, perché è impegnativo e perché gli attacchi non mancano.

nulla

Vi chiederete quindi perché lo ha fatto: non lo sa nemmeno lui. Forse per nostalgia, forse per rabbia: non può vedere la città in cui è cresciuto “spegnersi giorno dopo giorno” – mi racconta – né pensare di non poter fare nulla, “è assurdo”. Per questo ha deciso di raccogliere vecchie fotografie, informazioni e materiale, per celebrare il passato e per denunciare le tante ‘magagne’ che gli aullesi quotidianamente devono affrontare, nella speranza che una via d’uscita ci possa essere. Un nuovo modo di fare politica? Forse, ma non è questo a cui aspira Steve: “Me l’hanno proposto, sai? – mi dice – Non posso fare nomi, ma mi hanno proposto posti in liste di diversi schieramenti e senza sapere chi sono, ovviamente. Ma tanto a me non interessa, io mi muovo solo ed esclusivamente per la mia città. Non voglio entrare in quel mondo perché quel mondo non fa per me e, sinceramente, credo ci vogliano persone capaci e competenti ad amministrare”.

Per esempio, chi? Di chi Aulla ha bisogno? “Io come molti vorrei che ora si candidasse qualcuno che abbia voglia di fare, veramente. Siamo tutti stufi di politici che non fanno né vogliono far nulla: ti raccontano che i soldi non bastano ma sono gli incarichi a non bastare. Siamo stanchi dei ‘teatrini’, delle promesse fatte dai soliti volti noti, visti e rivisti, impasto di vecchie e nuove amministrazioni che rinnegano il proprio passato e abbracciano un ‘nuovo’ futuro, anche se in contrasto con tutto quello che, prima, hanno detto. Gli aullesi ormai sono esasperati. Mi spaventa vedere e sentire che anche stavolta torneranno i ‘soliti noti’, ci vogliono persone nuove, giovani con idee e voglia di fare reale. Spero tanto che alla fine arrivi qualcuno che mi faccia dire ‘perché no?’ Per ora non ho nessuno in mente ma spero d’averlo fra qualche mese, combatterò perché non ci si ritrovi con una già vista amministrazione… E non guarderò il colore, questa volta me lo sono promesso. Vorrei qualcuno di nuovo, che si prenda cura della nostra città e in modo onesto’”.

Aullopoli

C’è una causa comune dunque dietro a profilo e ‘successo’: “Mi scrivono in molti, anche solo per fare due chiacchiere. I più però lo fanno per dirmi quel che non va. Mi mandano foto e informazioni e io pubblico. Se dai un’occhiata alla mia pagina troverai già centinaia di problemi e sprechi sotto agli occhi di tutti. Non è facile parlarne ma se lo faccio, se lo facciamo, è per ricordare a chi otterrà il prossimo mandato che noi ci saremo, ci saremo a ricordare tutto quello che va sistemato poco a poco e di cose da fare, ti ripeto, ne abbiamo”. Dalle piscine alle scuole, dalla qualità della vita ai parchi: Steve si è inventato persino “Aullopoli” che, sulla scia del Monopoli, percorre la città lungo tappe difficili e prioritarie: “Sicuramente i soldi sono pochi, ma abbiamo bisogno anche di persone che sappiano spenderli in soluzioni concrete. Guarda Pontremoli, Tresana, Bagnone… sono stati capaci di gestire meglio le risorse e da lì hanno saputo rifiorire. Noi abbiamo una stazione isolata, senza collegamenti, non abbiamo istituti né cinema né, in generale, luoghi per i giovani. I bar restano ormai chiusi di sera e la domenica e i negozi, si sa, sono in forte crisi…”. Una crisi che ha sicuramente altre cause, più grandi ed esterne, ma nelle quali cercare anche le “cose successe di recente”. Steve non vuole disturbare, Steve fa questo perché ‘soffre’: “Mi manca l’aria, oggi, credimi. Essendo cresciuto qui, so quant’era bello starci, ho respirato tutta la bellezza e la gioia di questa città e vedere che tutto questo è finito, che Aulla non è più fermento ma irriconoscibile deserto, mi fa stare male: c’è una gran desolazione, a volte capisco i giovani che decidono di andarsene”. Fino a quando proseguirai? Gli chiedo: “Se potrò almeno fin dopo le elezioni per segnalare a Sindaco e amministrazione ciò che la gente mi dice. Sarò pronto anche a ‘tirare le orecchie’ ai futuri amministratori, nel caso servisse”.

Quando gli chiedo di raccontarmi cosa ricorda del ‘tempo che fu’, si ferma un attimo e poi: “Aulla era… i personaggi. La Fedora sempre sorridente e colorata, che dormiva sotto le scale di un palazzo vicino alle Poste. Era Ubaldo, detto ‘Bubi’, che quando passavo dal bar Mario mi mandava a prender le sigarette. Era Filippo al bar Sport che ti salutava sempre. Era il professor Diferia con i suoi racconti filosofici o il sabato mattina con il mercato che sembrava una fiera meravigliosa, piena di gente. Una volta quando arrivavi in ‘piazza delle corriere’ era pieno di ragazzi: prima arrivavano quelli del Classico e dell’Istituto Tecnico, poi gli altri e ogni giorno, anche lì, era una gran festa per tutti… questa era Aulla, gastronomia invidiata, natura incontaminata e vita”.