Incendio Marinella, allarme amianto confermato.

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Si sono concluse nel tardo pomeriggio le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco del rogo al capannone di Marinella, divampato questa mattina. Le “rotoballe” all’interno del fienile, sono state dichiarate completamente inutilizzabili, anche a causa delle particelle di materiale plastico, con cui erano avvolte, policarbonato e alluminio, di cui sono ricoperte adesso, ma non solo. L’allarme amianto, promulgato nel primo pomeriggio, seguito dai suggerimenti rivolti alla popolazione, in via precauzionale, da parte di tutte le amministrazioni comunali circostanti e dalla Protezione Civile, adesso sembra essere fondato. Lo dichiara Fabrizio Colonna, direttore di Dipartimento Arpal La Spezia:

“Il modello diffusionale speditivo indica che l’area interessata da possibile ricaduta di fibre di amianto è cautelativamente una circonferenza del raggio di 1500 m, con prevalenza di criticità verso i quadranti meridionale sottovento alla sorgente nella fase iniziale dell’incendio durante la quale è più probabile che siano state veicolate fibre di amianto.”

I comuni interessati sono infatti Ameglia, Ortonovo, Castelnuovo Magra e Sarzana.  L’analisi, disponibile all’indirizzo http://www.arpal.gov.it/articoli/58-temi-news/2515-incendio-a-marinella.html, riporta la tipologia di minerali presenti nei materiali, crisotilo e crocidolite. Viene riferito inoltre, che il rapporto è stato già trasmesso alla Asl, la quale opererà eventuali valutazioni di tipo sanitarie; così, i Sindaci dei Comuni potenzialmente interessati, i quali valuteranno l’opportunità di eventuali ordinanze. Intanto, le scuole delle due frazioni di Ameglia più prossime al capannone, a Fiumaretta e Bocca di Magra, resteranno chiuse mercoledì e fino a nuovo ordine. Continua per le prossime 48 ore, l’invito a rimanere in casa, chiudere le finestre e tenere al riparo gli animali. “Purtroppo Arpal e Asl hanno registrato che ci possono essere state dispersioni – dice Giacomo Giampedrone – e si possono ancora verificare, è necessario quindi tutelare l’incolumità pubblica”. L’assessore regionale alla protezione civile, il quale è rimasto sul luogo tutta la giornata di oggi, ha riferito lo sgombramento di tutte le abitazioni nel giro di 1500 metri dal capannone. Si tratta di due abitazioni, casolari di campagna, dove abitano quattro persone che al momento dell’incendio erano già fuori casa; pronte ad accoglierle, le strutture ricettive della zona.

Il dubbio, ormai diventato certezza, era già forte questo pomeriggio tra gli abitanti dei dintorni della Tenuta ma anche delle zone circostanti, i quali si sono affrettati a scattare fotografie alla nube di fumo in movimento, e che effettivamente, emanava cattivi odori.    Noi ci siamo preoccupati di raccogliere commenti tra la popolazione e di testimoniare le operazioni di spegnimento, di persona. L’edificio, risalente agli anni ’60, era composto da tre parti, di cui una in acciaio, crollata, a causa delle fiamme. La struttura delle altre due è rimasta in piedi e si è potuto constatare che l’incendio si sia propagato da due diverse estremità del capannone.

Dai racconti della gente, inoltre, pare emergano particolari che, in qualche modo, hanno destato sospetti tra gli abitanti, i quali ricordano di aver visto aggirare in zona insistentemente, in queste ultime sere, un SUV scuro, sembra dandone segnalazione, anche ai Carabinieri.

Sulle cause dell’incendio, non è stata ancora divulgata alcuna notizia, ma l’ipotesi dolosa resta. Le autorità di competenza stanno ancora indagando.

Notizie in aggiornamento.