Sulle fusioni, Ferri contro PD e Bugliani

Jacopo Ferri sembra proprio non tollerare più le operazioni del Partito Democratico locale e regionale: “Il PD non si smentisce mai! – ‘grida’ nell’ultimo comunicato stampa – Anche sul delicato tema delle fusioni si sta davvero superando, per incoerenza e ipocrisia”. A scatenare la sua ira la notizia che, nel prossimo gennaio e a pochi mesi dalla ‘brutta’ vicenda che ha coinvolto l’Abetone, Giacomo Bugliani organizzerà un convegno per coinvolgere gli amministratori locali nelle scelte di fusione: “Il ‘caso Abetone’ – ricorda – è l’unico caso in Italia in cui una Regione abbia scelto di ‘violentare’ la volontà dei cittadini di un Comune, i quali avevano espressamente dichiarato attraverso il referendum di rimanere autonomi, per legiferarne la sostanziale annessione ad altro Comune (Cutigliano, più grande, più vicino al ‘PD’ e più indebitato)”.

Per Ferri, “una vera presa in giro, il paradossale esempio di chi ‘razzola male’ ancor prima di tentare di ‘predicare bene'”. Attacchi duri e ancor più perché figli di un confronto deludente: quello che vede un tale primato giungere in quella Toscana che – si legge – ha sempre predicato partecipazione e concertazione, processi decisionali dal basso e coinvolgimento dalla base.  Per il consigliere di Forza Italia, sono tutte “chiacchiere, bugie, parole vuote, usuali per il PD toscano e per i Bugliani di turno” i quali, adesso, dice, “toccano vette mai raggiunte in termini di arroganza politica, spregio istituzionale e negazione della volontà popolare”. Si dice annichilito, dunque, nel vedere come da un passato all’insegna di spirito della Costituzione (e delle leggi regionali di riferimento) e dell’ascolto vero della volontà popolare si sia arrivati a questo punto. “Con Abetone, Bugliani e il PD tutto hanno deciso che era il momento di cambiare decenni di prassi democratica, l’hanno fatto con disarmante cinismo e con l’ardire di provare anche a coprire le loro colpe attraverso una successiva improbabile risoluzione giustificante; giustificante a posteriori nei confronti della scelta e capace di decretare una nuova e incredibilmente offensiva prassi, giudicata illogica e ingiusta da molti, moltissimi toscani”. Un commento aspro e in crescendo verso quei consiglieri PD che, a detta di Ferri, hanno sbagliato sin nel metodo, “non avendo nemmeno avuto il coraggio di ricorrere a una modifica di legge”.

E un commento aspro nato non dalla contrarietà alle fusioni ma dalla necessità di approfondire le discussioni, per rendere possibile davvero e a tutti di comprendere quali siano i vantaggi e gli svantaggi di determinate scelte: “Ognuno ha ed avrà le proprie opinioni in merito, è legittimo, ma non si può permettere che la volontà popolare sia schiacciata, di punto in bianco: per sfizio o convenienza o, ancor peggio, ‘per far sapere alla gente chi comanda’, credendo d’avere la ‘verità in tasca’”. Per questo, conclude Ferri, “i mille convegni che Bugliani vorrà organizzare, a partire da quello di gennaio, non hanno nessun senso dopo ciò che è stato fatto ad Abetone, se non quello di rendere evidente la loro finzione e la loro ipocrisia: non mi stupirei se la risposta e il senso lo trovassero nell’idea-principio che ‘parlare delle fusioni’ ha senso se si concede ai cittadini che ascoltano diritto e capacità di scegliere”.