Guerrina Tossani: Villafranca e Filattiera festeggiano i suoi 100 anni

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8 maggio si sono celebrate tutte le mamme del mondo in occasione della loro festa, ma per una cittadina di Villafranca la giornata è stata ancor più speciale perché ha coinciso con il suo centesimo compleanno.

Domenica scorsa la signora Guerrina Tossani ha spento cento candeline circondata dall’affetto di tutta la sua famiglia, del personale e degli ospiti dell’RSA “Nuovi orizzonti”. Guerrina, nata durante la Prima Guerra Mondiale, è rimasta orfana a soli quattro anni ed è stata data in affidamento.

IMG-20160509-WA0045 (1)Originaria di Albiano, si è trasferita nella frazione di Fornoli dopo aver sposato il marito Giuseppe Biasini e lì ha vissuto fino a pochi anni fa alternando il lavoro di contadina a quello di casalinga, dedicandosi al marito e all’unica figlia Luisa Biasini. Da cinque anni è ospite alla “Nuovi Orizzonti” di Bagnone dove viene accudita, oltre che dalle ragazze del personale, anche dalla figlia che si reca a trovarla due volte al giorno e che le è molto legata, tanto che proprio per questo compleanno così speciale ha voluto organizzarle una festa altrettanto speciale nel pomeriggio di domenica scorsa, invitando tutti i loro amici e parenti tra cui il genero di Guerrina, Roberto Mori, il nipote Fabio Mori con la moglie Madalina e il piccolo pronipote Giuseppe Mori.

Anche le amministrazioni comunali di Villafranca e Filattiera, comune di residenza della famiglia della figlia sono state invitate, pertanto il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi e il sindaco di Filattiera Annalisa Folloni si sono recati alla struttura per festeggiare il traguardo importante di Guerrina. Amore e dedizione che hanno spinto Luisa a scrivere questa poesia per la madre:

“Cara Mamma/ parlami ancora./ Raccontami di te, di noi, del passato./ Ma i ricordi svaniscono/ e i tuoi occhi si perdono nel buio./ La vita ti ha regalato/ chissà quante pene:/ amarezze, miseria, umiliazioni/ ma tu con coraggio/ hai continuato il cammino nel tempo./ Ora siamo qui vicini, ma lontani/ ad un passo dal cuore,/ e mentre sul tuo volto scende la sera,/ vorrei ancora poterti dire:/ ti voglio bene Mamma!”