Malaspina: preoccupante rassegnazione tra la popolazione per quanto riguarda il Ponte Magra

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“La seconda distruzione della passerella pedonale e il suo prolungato inutilizzo dimostrano quanto fosse insufficiente e fuori luogo immaginare che potesse essere un’alternativa valida al collegamento fra i Comuni di Mulazzo e Villafranca.” Esordisce così Roberto Malaspina, consigliere di minoranza del comune di Mulazzo.

“Ma una considerazione ci viene spontanea: se una parte di quella passerella è rimasta in piedi, nonostante la piena del fiume, vuol dire che se invece di un pezzo ne fossero stati ben costruiti diversi tratti, sarebbe diventata un guado sicuro e transitabile anche per le macchine, cosa che noi avevamo intuito, ipotizzato e caldeggiato fin da subito, molto tempo fa.”

“Avevamo creato appositamente anche un Comitato Pro- Guado per dare forza e sostegno positivo all’iniziativa. Invece il Sindaco di Mulazzo dopo averne promesso la realizzazione in un’Assemblea comunale di fine Maggio 2015, in un batter d’occhio e con un voltafaccia disarmante si è arreso supinamente al parere superficiale di alcuni Tecnici della Provincia che hanno bollato l’idea come impraticabile senza approfondire in modo adeguato. Con i 348 mila euro di ribasso d’asta poteva essere costruito a regola d’arte e in sicurezza un Guado carrabile , come è stato fatto da molte altre parti. Un Guado utilizzabile fin dal primo giorno della chiusura del ponte (3 Novembre 2015) che avrebbe evitato tutti i contraccolpi economici, i disagi e le spese che ogni giorno cittadini, commercianti e imprenditori sono costretti a sopportare.”

Ma il famoso by-pass tranto millantato dalle amministrazioni di Mulazzo e Villafranca?

“Nel frattempo del by-pass autostradale non si parla più. Dopo aver garantito che sarebbe stato realizzato prima di Natale, dopo gli annunci roboanti dell’eroica impresa “romana” dove erano stati reperiti i fondi necessari, dopo i ringraziamenti sperticati a destra e a manca (anche a chi non ha mosso un dito), è calato il silenzio imputando il ritardo alla “dittatura della burocrazia”. Nella popolazione si è ormai diffusa una preoccupante rassegnazione, ma fino a quando i cittadini saranno disposti a farsi prendere in giro in questo modo ?”

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