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Questa la promessa che si sono fatti i residenti albianesi ieri sera nei locali della Cri, dove si sono incontrati per fare il punto della situazione ed organizzare nuove offensive contro l’impresa Costa.

La vigilia dell’Epifania, la frazione aullese è stata pervasa da odori nauseabondi dalle prime ore del mattino, fino a quando i cittadini, esasperati da tale situazione, hanno segnalato il fatto alle forze dell’ordine, che hanno messo il tutto a verbale.

Il motivo di quest’aria irrespirabile sarebbe da attribuire allo stoccaggio di materiale all’interno della ditta Costa, che sta avvenendo a ritmi serrati dopo le festività. Ne è testimonianza il grande flusso di camion, che in questi giorni ha avuto come meta l’impresa albianese.

“Non possiamo più accettare un’altra giornata come quella del 5 gennaio scorso – hanno dichiarato Moretti e Cipriani, i leader della protesta – quando Costa ha ripreso il trattamento del rifiuto indifferenziato. Prova ne è il disperdersi nell’aria di fumo giallastro che sprigiona cattivo odore. Costa ha promesso l’installazione di un biofiltro, ma a noi questo non basta perché vogliamo che questa ditta cessi la lavorazione del cdr o indifferenziato che dir si voglia. Qualora si dovesse ripresentare una giornata caratterizzata da aria irrespirabile daremo vita ad una immediata mobilitazione con conseguente blocco del traffico”.

Filtra preoccupazione per le voci che vorrebbero la Unieco Costruzioni in procinto di acquisire la quota di maggioranza di Costa: “Ci troveremmo davanti ad un colosso. Vogliono fare di Albiano la vittima sacrificale”.

Sul calendario degli albianesi è cerchiato di rosso il giorno 11 gennaio data, entro la quale, si concluderà il procedimento di abuso edilizio relativo al capannone A, adibito al trattamento dell’indifferenziato e danneggiato dall’incendio del 4 ottobre scorso.

La cittadinanza attende l’esito del procedimento per decidere sul da farsi.

Michele Bertoni

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