Arrighi, Coordinatore AFT Alta Lunigiana, fa luce sulla Casa della Salute

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Ancora è forte il dibattito che riguarda la Casa della Salute di Pontremoli che, ad oggi, ha visto partecipi diverse figure dell’Amministrazione Comunale, dell’Azienda Sanitaria e di altri protagonisti del palcoscenico politico lunigianese.

Oggi, a intervenire, è anche Paolo Arrighi Coordinatore AFT Alta Lunigiana e Medico in Pontremoli.

“Vorrei cercare di chiarire ai cittadini , in modo semplice, alcuni aspetti tecnici, storici, pratici sulla tematica in oggetto. Spiegare il perché di alcune scelte, rispondere a chi vede conflitti d’interesse che non ci sono, ipotizza stravolgimenti dell’assistenza sanitaria quando ci sono solo miglioramenti, paventa costi per la comunità che non esistono.”

“In tutta Italia, e in Toscana, preso atto della necessità di riorganizzare le risorse da dedicare alla sanità e allo scopo di migliorare l’assistenza sanitaria territoriale, si è deciso di puntare su una figura basilare quale è il Medico di Medicina Generale, favorendo, ove possibile, l’associazionismo tra medici, la medicina di gruppo, il lavoro in cooperazione. Tutto ciò non in alternativa ma in collaborazione con la struttura ospedaliera, allo scopo di ridurre, quando possibile, il ricorso improprio ai pronto soccorso e il numero di ricover , liberando risorse e spazi per malati gravi e complessi.

In tale ottica, senza alcun altro scopo nascosto, sei medici di Medicina Generale hanno creato a Pontremoli, alla fine del 2012, uno studio associato di Medicina Generale affittando con un regolare contratto ampi locali non utilizzati dell’Istituto Cabrini al numero civico 12/A, hanno sviluppato la Medicina di Iniziativa attraverso il Chronic Care Model, creato un centro antifumo, hanno assunto personale di segreteria e infermieristico con i contributi previsti dalla legge e sono divenuti un punto di riferimento per il cittadino che trova costantemente, anche qualora il proprio medico fiduciario sia assente per forza maggiore, personale sanitario sempre disponibile.

“Solo successivamente, circa tre anni dopo, preso atto della mole di lavoro svolto dai Medici dello studio associato, e vista la disponibilità di ampi spazi, la centralità urbanistica, i requisiti di idoneità della struttura, la vicinanza con RSA e cure intermedie, dalla stessa Azienda Sanitaria è scaturita l’idea di fondare nella stessa sede, ampliandola, una Casa della Salute. Tale progetto semplicemente mette assieme i due soggetti già esistenti protagonisti dell’assistenza territoriale, cioè i medici di Medicina Generale e il Distretto socio-sanitario. Tale progetto nulla toglie all’Ospedale o ai servizi sanitari in genere, se mai li semplifica e li migliora.”

“Tale progetto non porta alcun vantaggio né economico né di altro tipo per il Medico di Medicina Generale che continuerà a pagare affitto e bollette e continuerà a percepire i medesimi compensi di tre o dieci anni fa, come da regolare contratto nazionale. L’Amministrazione Comunale, sostanzialmente contraria alla costituzione di una Casa della Salute, considerandola un primo passo, dice, verso la chiusura dell’Ospedale, vede però l’operazione fattibile purché la si faccia presso l’attuale Distretto Socio Sanitario di via Mazzini, oppure allargandola ai locali del vecchio abbandonato Galli Bonaventuri.”

“E’ sinceramente una collocazione tecnicamente non percorribile. Ma si ha un’idea di quali requisiti di idoneità una Casa della Salute debba avere? Di quali spazi siano necessari? Di quali costi andrebbero eventualmente sostenuti per un progetto del genere? E poi vi pare giusto che una Casa della Salute, che vuole dire bisogni sanitari primari, quotidiani, del cittadino, sia collocata lontano dal tessuto sociale ed abitativo della città quando esiste già una struttura più idonea e centrale in grado di ospitarla legittimamente e a costo zero per la cittadinanza? Se lo scopo dell’Amministrazione, portando il Distretto Socio Sanitario in via Mazzini, fu quello, legittimo, di rilanciare il centro storico, occorre prendere atto che lo scopo non è stato raggiunto. Altre sono le cose da fare per valorizzare un centro storico, non portare pazienti mediamente anziani in coda da un medico.”

“Ho sentito parlare di difficoltà viarie e di parcheggio in via Cabrini, dopo l’apertura dello studio associato, tali da mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini. Si prenda atto che il parcheggio di viale Fiorini, molto ampio, una volta organizzato con una semplice scala di collegamento, dista meno di cinquanta metri dai locali dello studio e può assolvere perfettamente alle necessità di parcheggio dei fruitori della Casa della Salute, che sono poi gli stessi che già oggi frequentano lo Studio Medico Associato. Infine si smetta di collegare la Casa della Salute al destino del nostro ospedale. Tutti noi siamo consapevoli delle problematiche inerenti i piccoli ospedali, dei ridimensionamenti, dei rischi di chiusura.”

“Tutti noi siamo impegnati nella salvaguardia dell’Ospedale Zonale di Pontremoli, ma, vi assicuro che il futuro dell’Ospedale non verrà certo influenzato dalla creazione o meno di una Casa della Salute. Sono certo che i nostri Amministratori sapranno cogliere lo spirito critico ma costruttivo delle mie parole. Spero vorranno riconoscere che una scelta di politica sanitaria, che certamente compete ad una Amministrazione Comunale, non può non tenere conto del parere di chi opera da tanti anni in quel campo e di chi conosce e certifica i criteri di idoneità ed i requisiti che ogni nuova struttura sanitaria deve avere.”