Civati a Carrara? E’ “possibile”

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Appartiene al Popolo è il penultimo libro di Pippo Civati e Andrea Pertici ed è stato presentato a Carrara lunedì scorso in un’atmosfera raccolta e poco dispersiva una sala della Rappresentanza che sicuramente meritava di essere riempita molto di più. Questo non soltanto perché Civati fosse al centro dell’attenzione mediatica dopo la fuoriuscita dal Pd o perché fosse a latere un punto cardine della presentazione della candidatura alle regionali di Milene Mucci, ma perché la sua esperienza in politica – quella che conta davvero – e la sua buona lena nel raccontare l’esperienza da parlamentare in un periodo importante per la democrazia in Italia, avrebbe meritato più interesse da parte della cittadinanza e della stampa cartacea che ha snobbato del tutto la sua presenza.

Noi però c’eravamo e a scanso d’equivoci, con taccuino e macchina fotografica, abbiamo cercato di immortalare quella che è stata una serata interessante che è seguita all’incontro, sempre organizzato dal comitato della Mucci, che è andato in scena nelle stanze del teatro della Rosa di Pontremoli la sera prima. Che ha detto quindi Civati? “Tornare  dare la parola ai cittadini” è stata una delle frasi che ha ripetuto più volte il deputato lombardo, “la democrazia è fatta di alcuni elementi fondamentali che se si perdono, possono bloccare l’intero sistema”. In questo caso, la sovranità della nazione, quella che “appartiene al popolo” (come recita l’articolo 1 della Costituzione) non può permettersi di essere prevaricata da personalismi o giochi di potere da parte di personaggi che non rappresentano più nessuno o che banalizzano la stessa qualità rappresentativa della Repubblica italiana, una priorità su cui si fonda l’intero sistema elettivo del nostro Bel paese ma su cui molti sono intervenuti, nostro malgrado, indebolendo la costituzione stessa.

“Con un programma elettorale che cambia di continuo – è intervenuto Andrea Pertici, professore di diritto costituzionale all’Università di Pisa -, gli elettori sono disorientati. Ma soprattutto con la loro debolezza si evidenzia una assoluta debolezza dei partiti che fa si che il voto diventi del tutto svilito. Che resta da fare, dunque, se non riappropriarsi del voto stesso? Per farlo ci vogliono partiti forti perché senza di loro si apre la strada ad un diffuso trasformismo”. “La rappresentazione è importantissima – ha chiosato Civati – tutti chiedono la democrazia diretta, beh ci vorrebbero soggetti politici che facessero scegliere di più i propri iscritti. C’è bisogno di recuperare sangue e cuore e battersi per un potere che va esercitato per delega”. Poi si torna a parlare di Resistenza, nel 70esimo anno dalla Liberazione, dei valori che la stessa ha portato all’interno della Costituzione e poi? Non poteva non saltare alla luce il nuovo progetto di Pippo (“C’è sempre stato – ha sostenuto Pertici -, il Patto Repubblicano”) come dichiarato poche ore prima al Corriere della Sera:

Di ufficiale non c’è ancora nulla. Ma il simbolo, realizzato da Federico Dolce e Marianna Zanetta del Vixen Studio di Torino, militanti convinti, sarà depositato in queste ore e qualche provino è sfuggito al controllo dei creatori. Tessere di iscrizione, t-shirt con il simbolo, gadget… Tutto è pronto per il lancio. (…) Il deputato risponde al telefono che è sera e si dice «molto sorpreso» di sapere che il suo simbolo non sia più segreto: «Lo presenteremo a giugno, dopo le Regionali». Si è ispirato a Podemos? «No… Possibile non è la trasposizione di alcun modello straniero». Cosa c’è in cantiere? «Questa cosa, che spiegheremo con calma, la mettiamo a disposizione di tutti coloro che possono essere interessati a condividere con noi un modello di lavoro completamente nuovo, che supera i partiti tradizionali».

Una politica credibile e soprattutto “del popolo” è quella auspicata da Civati che supporta la candidatura di Milene Mucci, lasciando denotare un’intesa lontana da interessi, un sodalizio che va ben oltre queste elezioni che hanno visto ancora una volta un Partito Democratico in una condizione di “criticità” elettiva e soprattutto rappresentativa verso cui le opinioni  degli stessi iscritti sono molto diverse tra loro. Ma Pippo sorride, è sicuro di poter portare avanti un nuovo soggetto molto ambizioso: “Inizieremo presto, già nei primi giorni di giugno. Poi vedendoci di persona, nelle settimane successive e poi ancora nel nostro Politicamp di luglio. Siamo pronti: senza presunzione, ma con grande determinazione, quella sì. Si parte”

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