Malacosta: stanzati 500.000 euro per sistemare la frana

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COMUNICATO STAMPA

“Il dissesto idrogeologico è una delle priorità di questa Amministrazione comunale. Quindi, dopo che sono iniziati e sono a buon punto i lavori per la messa in sicurezza della frana di Olivola, possiamo annunciare che sono stati ufficialmente stanziati 500mila euro per sistemare la frana di Malacosta. Un altro step importante nel percorso intrapreso dal Comune di Aulla per la completa messa in sicurezza delle criticità che attanagliano il nostro territorio”.

Così commenta il sindaco Silvia Magnani il disco verde al finanziamento di 500mila euro per la sistemazione della frana di Malacosta, finanziamento che rientra nell’ambito del programma degli interventi urgenti per il dissesto idrogeologico di competenza del Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche per la Toscana, l’Umbria e le Marche, di concerto con il Mit e Palazzo Chigi. Un progetto, quello per la messa in sicurezza della frana di Malacosta, che è alla fase esecutiva, quindi immediatamente cantierabile.

La vicenda riguardante la frana di Malacosta iniziava nel mese di ottobre 2010, quando, a seguito delle copiose piogge, si verificava una grossa frana nella parte sud orientale del centro abitato di Malacosta. L’evento franoso, avvenuto il 31 ottobre 2010, interessò il pendio nelle immediate vicinanze di alcune abitazioni, determinando l’evacuazione delle famiglie che vi risiedevano: il tutto in ragione del fatto che, a seguito delle indagini effettuate dai tecnici incaricati, il pendio risultava potenzialmente instabile in un raggio significativo, quindi suscettibile di ulteriori movimenti.

Gli interventi previsti nel progetto hanno mirato al ripristino urgente delle condizioni di stabilità del versante in frana per consentire la messa in sicurezza dell’abitato di Malacosta. Inoltre, grazie al finanziamento di 500mila euro approvato in questi giorni sarà possibile scongiurare smottamenti localizzati in prossimità dei fabbricati, non escludibili con il solo intervento di valle, quindi realizzare interventi di regimazione delle acque (drenaggi superficiali e profondi), con la sistemazione di dettaglio del nuovo profilo del pendio e il ricorso ad interventi di ingegneria naturalistica.

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