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La componente principale delle capacità finanziarie di un comune sono dovute agli introiti che vengono recepiti tramite le imposte che confluiscono nelle casse comunali andando a comporre l’attivo di bilancio in conto economico. Nell’ultimo periodo i tagli lineari delle risorse statali, che in passato contribuivano al sostentamento economico, hanno impoverito i piccoli enti che fanno sempre più riferimento a queste entrate per poter continuare a svolgere i servizi essenziali per il cittadino. Un disequilibrio di questo meccanismo genererebbe una costante perdita, con conseguenze più o meno gravi a seconda dell’entità del deficit e della quantità di servizi coinvolti. Ciò si sta verificando a Mulazzo, dove l’amministrazione comunale sta attraversando un periodo di difficoltà a causa dell’elevata morosità che di tanti cittadini che non versano i tributi.

Una situazione insostenibile se si pensa che l’ammontare totale è arrivato alla cifra monstre, per un comune di così piccole dimensioni, di oltre 626 mila euro, su un bilancio totale di 9 milioni. All’interno di questa cifra ci sono mancati pagamenti riconducibili ad Imu e Tari (ma risalirebbero anche al periodo in cui era in vigore l’allora Tares e Tarsu).

“Il comune non è in default sia chiaro – spiega Claudio Novoa – riusciamo a pagare i fornitori e a sviluppare i servizi, ma la somma totale dei mancati pagamenti ha raggiunto una cifra talmente importante che non si può più fare finta di nulla. Sono preoccupato della situazione, non lo nascondo, giacché con questa somma si sarebbe potuto implementare l’ampiezza del raggio d’azione amministrativo con nuove opere pubbliche (manutenzione delle strade, messa in sicurezza e ricostruzione del territorio danneggiato dai dissesti e riqualificazione dei centri storici) e dei servizi erogati ai cittadini (trasporti, scuola, socioassistenzali, turistico-culturali, di sostegno ed aiuto alle famiglie)”. Con l’entrata in vigore del bilancio armonico tutto si complicherebbe ulteriormente, in quanto secondo le nuove disposizioni si potrà spendere solo quanto si ha effettivamente in cassa, circoscrivendo la possibilità di azione sul territorio solamente con gli effettivi e non con i presunti incassi.

“In questi giorni – prosegue Claudio Novoa – invierò una lettera ai cittadini risultati morosi dagli ultimi accertamenti chiedendo il risanamento della posizione debitoria. Questa lettera non deve essere vista come una minaccia, ma come un elemento di chiarezza. Invito i cittadini ad avere un dialogo con la municipalità, se ci sono delle difficoltà lo dicano, siamo pronti a realizzare un piano di rientro personalizzato. E’ compito di tutti garantire i servizi tramite il pagamento dei contributi, ognuno di noi deve fare il proprio dovere. Il rischio è che per sanare questa posizione di deficiti si debba aumentare la tassaizone comunale andando a gravare su coloro che, al contrario, sono sempre stati regolari nei pagamenti, non mi sembra equo né giusto. Ho visto pensionati con la minima pagare sino all’ultimo centesimo e non chiedere nemmeno aiuto al comune, questa è una dimostrazione di grande dignità, di senso civico di appartenenza ad una collettività. Non sono tollerabili invece gli esempi di menefreghismo e chi fa il furbo non avrà vita facile”. E dalle parole il primo cittadino passa ai fatti: “Se entro quindici giorni dalla consegna della missiva, se non ci sarà un’interazione dei soggetti con l’ente, oltre all’attivazione delle procedure amministrative con l’agenzia di riscossione Equitalia, si procederà alla pubblicazione sul sito web del comune dell’elenco dei debitori, in coerenza con quanto stabilito dalla normativa sull’amministrazione trasparente”.

Novoa dichiara guerra all’evasione e lo fa sganciando una vera e propria testata nucleare, destinata a passare alla storia qualora si verificasse.