Parco Appennino Tosco Emiliano: parte il progetto per la salvaguardia del lupo

0
178

Si è tenuta a Sassalbo, presso la sede del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, la riunione iniziale del progetto Life M.I.R.CO – Lupo (LIFE13 NAT/IT/000728 Strategies to minimize the impact of free ranging dogs on wolf conservation in Italy), di cui il Parco Nazionale è capofila. All’incontro hanno partecipano tutti i partner; in particolare erano presenti Giuseppe Vignali, direttore del Parco Nazionale, Valeria Salvatori e Simone Ricci per l’Istituto di Ecologia Applicata – IEA, Umberto Di Nicola e Federico Striglioni per il Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga, Giuseppe Piacentini comandante del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, Marcello Bonitatibus dell’azienda di comunicazione CARSA e tutto lo staff del Wolf Apennine Center.

L’incontro durato tutta il giorno di lunedì 2 marzo ha dato l’avvio ufficiale al Progetto Life, che per 5 anni, fino al dicembre del 2019, vedrà i partner impegnati sul fronte della lotta al randagismo e della conservazione del  patrimonio genetico del lupo.

“Nello scorso aprile – spiega il direttore Vignali – la Commissione europea ha approvato il finanziamento di 225 nuovi progetti nel quadro del programma LIFE+, lo strumento finanziario europeo dedicato all’ambiente. L’Italia rappresenta una delle Nazioni con il maggior numero di progetti finanziati (47, pari a circa il 21% del totale) tra i quali il progetto Life MIRCO – lupo, di cui il nostro Parco Nazionale è beneficiario. L’assegnazione di questo progetto rappresenta un concreto riconoscimento delle competenze che il Parco e in particolare il Wolf Apennine Center hanno acquisito in questi anni e per questo non possiamo che essere molto soddisfatti”

LIFE  MIRCO-Lupo, infatti, da un lato fa tesoro di esperienze già maturate nel corso di altri progetti LIFE condotti e conclusi dal Parco Nazionale, dall’altro introduce sul territorio nazionale ed europeo importanti novità circa la gestione di ibridi lupo – cane, dei quali tanto si sta parlando negli ultimi mesi.

“Con questo progetto – spiega Willy Reggioni responsabile del progetto LIFE MIRCO-Lupo e del gruppo WAC del Parco Nazionale – si intende assicurare migliori condizioni di conservazione per il Lupo agendo su alcuni elementi di minaccia di origine antropica legati, in particolare, al fenomeno dell’ibridazione con il cane domestico. Considerato lo status di conservazione del Lupo in Italia, tutti gli interventi dovrebbero, infatti, essere prioritariamente mirati ad eliminare o a limitare fortemente i fattori di minaccia per il Lupo e l’ibridazione rappresenta forse il più subdolo e moderno tra questi. Il controllo degli ibridi rappresenta un intervento centrale e insostituibile per una risoluzione radicale e duratura del problema non solo a livello locale”.

L’enorme aumento della popolazione canina e il ritorno del Lupo anche in aree maggiormente antropizzate hanno portato nel tempo a episodi di incrocio tra lupo e cane, con conseguente presenza in natura di esemplari ibridi in grado di accoppiarsi con i lupi naturalmente presenti allo stato selvatico, dando il via a generazioni di animali definiti dalla scienza ‘introgressi’.

Il Parco Nazionale si adopererà dunque con il proprio staff tecnico afferente al Wolf Apennine Center per la cattura e la sterilizzazione degli esemplari ibridi o introgressi identificati, in modo da ridurre il loro potenziale riproduttivo e impedire, quindi, che producano altra prole.

Molte attività saranno dedicate al complesso tema del randagismo e del vagantismo canino: sono di fatto proprio i cani vaganti, sia di proprietà che non, a potersi incrociare con i lupi o, se non adeguatamente vaccinati e sverminati, a trasmettere alla fauna selvatica importanti parassitosi e patologie. Il Parco Nazionale, attraverso il progetto LIFE MIRCO-Lupo, sarà dunque in grado di garantire gratuitamente e su base volontaria cure sanitarie ai cani da lavoro utilizzati in zootecnia, identificati come quelli maggiormente vaganti sul territorio e maggiormente a contatto con i lupi, utilizzando anche microchippatura e sterilizzazione. Un’importante campagna di informazione e sensibilizzazione sarà rivolta a tutti i possessori di cani. Infine, Parco Nazionale e CTA del Corpo Forestale dello Stato si doteranno a partire dalla fine del 2015 di due cani anti-veleno, addestrati per la ricerca di bocconi e carcasse avvelenate, con l’obiettivo di ridurre la piaga degli avvelenamenti che colpiscono in modo indiscriminato non solo il Lupo, ma anche numerosi altri carnivori e onnivori (come cinghiali, tassi, volpi), nonché cani e gatti di proprietà.