L'eroismo delle donne curde che sfidano l'Isis

Sebbene stampa e televisione non concedano loro molto spazio, ci sono centinaia di donne che ogni giorno combattono al fronte per dimostrare quanto possa essere importante la propria determinazione e il proprio vigore. Ce ne sono in tutto il mondo, certo, ma le donne curde e siriane sono quelle che ultimamente sono diventate il simbolo della “lotta” al terrorismo non solo nel loro territorio, ma anche simbolicamente su scala planetaria.

Conoscete Kobane? Nel settembre dello scorso anno l’Isis lanciò un’offesiva su tre lati della città siriana, i membri delle unità femminili di protezione ed una milizia curda siriana indipendente, composta da maschi, hanno imbracciato le armi contro l’organizzazione del terrore degli estremisti islamici. Le donne in campo appartengono all’Ypg, l’organizzazione nata per garantire l’autonomia del Kurdistan siriano sia dinanzi al regime di Assad che ai tagliagole dell’Isis. Sono state costrette a combattere  per portare un messaggio di pace e democrazia, per loro infatti tra armi e pace c’è solo un’apparente contraddizione. La lotta delle donne curde non è solo una lotta militare contro l’Is per l’esistenza, ma una posizione politica contro l’ordine sociale fortemente gerarchizzato e la rigida mentalità patriarcale che affondano le proprie radici nelle forme più estreme dell’Islam.

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