Alpi Apuane: Movimento 5 Stelle contro il maxi emendamento del PD

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Oltre alle associazioni ambientaliste, scendono in campo anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle contro l’autorizzazione, da parte del PD, allo “scempio” delle Apuane senza regolamentazione alcuna che possa controllarlo. A spiegarci la battaglia portata avanti dai grillini, Paolo Vaira, candidato alle regionali per la provincia di Massa Carrara.

Il P.I.T, adottato a Luglio dell’anno scorso dalla regione Toscana, dopo un iter molto lungo che aveva visto il confronto di associazioni ambientaliste, ordini professionali e altri soggetti interessati, apponeva finalmente una serie di vincoli all’apertura di nuove cave, alla possibilità di continuare l’attività estrattiva in quelle che oltre i 1200 m di quota, imponeva che si effettuassero procedure di valutazione d’impatto, di programmazione e di ripristino, là dove l’attività estrattiva era consentita. Un piano che non rispondeva in modo esaustivo a tutte le criticità ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche che caratterizzano l’area Apuo-Versiliese, ma che era un passo avanti rispetto alla situazione di totale assenza di tutela che fino ad oggi ha permesso che si perpetrassero scempi come la cava della Focolaccia, le Cervaiole, le cave del monte Betogli, la cava della Foce di Pianza (case Walton) che sta mangiando le pendici del Sagro… per nominarne solo alcuni dei più osceni.

Una settimana fa, i consiglieri regionali del Partito Democratico, portano all’attenzione della commissione consigliare sul paesaggio un maxi emendamento che di fatto distrugge quei, seppur non sufficienti, vincoli.

Secondo l’emendamento, al voto per il 10 del mese prossimo, si continuerà a scavare sopra i 1200; si potranno aprire nuove attività estrattive sotto i 1200 e allargare fino al 30% quelle esistenti senza passare da procedure di valutazione di impatto; una deregolamentazione che è distante anni luce dal significato di tutela del paesaggio che un P.I.T per legge dovrebbe contenere.

Pare evidente come il PARTITO DEMOCRATICO anche a livello regionale si stia allineando al modus operandi del suo braccio locale. Il ritardo nel produrre un regolamento degli agri marmiferi efficace, il continuo rimando a una fantomatica legge regionale al vaglio da oltre un anno, i 99 ricorsi persi dal nostro comune contro gli industriali del marmo, le ombre sugli accordi del 2009 e i conseguenti rinvii a giudizio e per ultima, questa mossa del pd regionale volta a sfasciare le garanzie (ripeto, non sufficienti, a mio avviso, ma indispensabili) del PIT adottato a Luglio 2014, se sommiamo tutti questi passaggi si fa fatica a non pensare a una ben progettata strategia di deregolamentazione dell’attività estrattiva a favore degli industriali del marmo, quegli stessi industriali che per ringraziare il PD poi pagano le campagne elettorali.

Lo stesso PD di stampo renziano che esplesse 3 sindaci della Valsusa perché difendono i loro cittadini dal TAV, lo stesso PD che governa la regione Liguria dove le alluvioni stanno facendo morti. Lo stesso PD che a Milano sta per dare luce all’Expo, una delle manifestazioni mafiose che diventerà fra le più famose. Lo stesso PD che sta dimostrando in tutta Italia di curare gli interessi dei poteri forti, delle lobbies e delle mafie.