Fattorie Sociali: un’alternativa di vita per disabili, disoccupati, esodati e anziani

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Con l’assemblea del 23 e 24 gennaio a Campi Bisenzio (Firenze) si è tenuta la Conferenza Regionale sulla disabilità che ha visto la partecipazione ai vari tavoli di lavoro, rappresentanti della Consulta sulle disabilità del Comune di Carrara. E proprio dalla Consulta sono arrivate e soprattutto recepite, alcune proposte interessanti entrate nel documento consegnato all’amministrazione regionale e che verrà sviluppato nel prossimo quinquennio.

Una delle più interessanti è stata presentata al tavolo sull’occupazione da parte di Federico Agostini in rappresentanza della Consulta di Carrara e della CGIL provinciale e regionale ed è stata oggetto di relazione finale all’assemblea plenaria. Partendo dalla “Banca della terra” e da progetto regionale sull’Agricoltura sociale, si giunge alla creazione di “fattorie sociali” che possano occupare i giovani e le persone con vari tipi di difficoltà (disabili, disoccupati, esodati, anziani). Un progetto che andrà a creare filiere produttive con prospettive interessanti di sviluppo e di recupero delle zone rurali e agricole. La coltivazione dell’ulivo, la produzione dell’olio e la commercializzazione. Il recupero del bosco, la produzione di legname da costruzione, la fabbricazione di pellet, il recupero degli scarti e dello sfalcio per l’utilizzo di piccole centrali elettriche e termiche a cippato. La coltura della canapa industriale per l’utilizzo in campo tessile e, molto richiesto, in campo automobilistico.

Insomma, non un progetto di assistenza ma un piano industriale vero e proprio con importanti sviluppi non solo occupazionali ma anche prevenzione idrogeologica, controllo del territorio, ripristino di presidi legali, sociali e sanitari, recupero del patrimonio dei borghi e conseguente valorizzazione turistica, sviluppo demografico.

Un progetto a tutto campo nel quale poter coinvolgere gli istituti scolastici superiori e la istituzione di corsi di studio a indirizzo agrituristico per la formazione di giovani che possano trovare nelle nostre zone un motivo di vita.

Per la realizzazione di tutto questo esistono specifici fondi europei che la Regione Toscana ha deciso di attivare e che nella proposta presentata da Agostini si intendono utilizzare dietro lo stretto controllo degli organismi regionali e di associazioni antimafia come Libera e LiberArci. Il rischio di infiltrazioni mafiose e del voto di scambio è purtroppo molto elevato e perciò va prevenuto e contrastato.

Il progetto è rilanciato a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali con l’invito di inserirlo nel proprio programma e di sostenerne la realizzazione.

Ovviamente, più è il sostegno che arriva anche dalla popolazione, e più i politici potrebbero averne un occhio di riguardo per la sua programmazione e realizzazione.